Tutti chiedono il rinvio di Parma Capitale della Cultura al 2021: un appello che, per voce di sindaci e governatori, attraversa il Nord e il Sud del Paese. “Parma, capitale della cultura in questo 2020 ormai compromesso, chiede di poterlo restare per il 2021“, è stato l’appello lanciato negli scorsi giorni dal sindaco Federico Pizzarotti. “Speriamo che il governo prenda in seria considerazione l’ipotesi di spostare Parma 2020 al 2021 – ha affermato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna aggiungendo che si tratta di “una occasione di grande sviluppo culturale, di attrazione per i nostri territori ma anche perché dobbiamo mantenere fede alla promessa che Parma, Piacenza, Reggio Emilia e tutta l’Emilia-Romagna hanno fatto al Paese“.

A Pizzarotti e Bonaccini si è unita anche l’ex sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni, che chiede di far slittare le candidature già proposte all’anno successivo; così come i sindaci di Trani, Volterra,, Verbania, Venosa e Pieve di Soligo. “La cultura, prima di qualsiasi altra cosa, sarà il motore che ci porterà fuori da questo momento eccezionale per tutte le persone – ha dichiarato il sindaco di Volterra Alessandro Ghinelli, la cui città è candidata per essere Capitale nel 2021 – siamo vicini a Parma e al sindaco Pizzarotti con tutto il cuore. Il nostr è un messaggio di comunità e di vicinanza, mai come oggi ne abbiamo bisogno“. 

Si associa alla catena di solidarietà anche il neo assessore alla Cultura della regione Emilia Romagna, Mauro Felicori: “Condivido con convinzione la dichiarazione del Presidente della Regione Stefano Bonaccini a sostegno della richiesta del Comune di Parma di estendere al 2021 il ruolo di Capitale Italiana della Cultura: sarebbe un bel modo per garantire a Parma ed a tutto il territorio regionale di non perdere questa straordinaria occasione a cui tantissimi hanno lavorato e dire al Paese che non ci arrendiamo, perché reagiremo e ripartiremo come sempre“.

All’ipotesi rinvio sta ragionando anche il Ministero dei Beni Culturali, come emerso in una bozza del decreto “Cura Italia”. Ancora nulla di ufficiale: il Decreto dovrà passare il vaglio del Parlamento per la conversione in legge e solo a quel punto sarà possibile sapere quale sarà il destino di Parma.

© riproduzione riservata