E’ cambiato il macchinista nella forma ma non nella sostanza. A fronte di cambiamenti radicali per la sostenibilità quotidiana dei residenti e degli abitanti della zona centrale, nessuna opinione viene chiesta e nessuna esigenza calcolata. I residenti del centro storico sembrano invisibili, assolutamente irrilevanti. Prima di parlare di ulteriori divieti e chiusure sarebbe opportuno parlare di servizi mancanti che costringono gli abitanti a spostarsi quotidianamente in periferia usando mezzi propri. Interrompendo il trasporto pubblico nella tratta est-ovest si aggiungeranno ulteriori difficoltà nella mobilità dei residenti“, così in una nota Francesca Zanetti presidente del Comitato Parma in Centro.

Viene meno – prosegue – il trasporto per ospedale e l’università, tanto per dire mete che viceversa dovrebbero essere sempre garantite. Sappiamo bene cosa ha comportato l’interruzione del trasporto pubblico nord-sud per il raggiungimento del campus universitario da strade centrali come strada Repubblica, ad esempio, occorre una percorrenza troppo lunga e nulla è servito rendere esclusivo il tragitto sul lungoparma. Chi si inventa queste iniziative sa cosa vuol dire gestire famiglie con ragazzi che si devono spostare per praticare uno sport o gestire anziani con disabilità e con bisogno di aiuto? Tutti noi ci teniamo al bello, ma prima di tutto occorre funzionalità e sostenibilità famigliare. Le chiusure ci hanno portato solo degrado: non risolvere il problema parcheggi come previsto dal PUMS ancora in vigore, ma prevedere la zona 30 su tutto la zona entro le tangenziali è solo demagogico e peggiorerà tutte le problematiche già in essere.

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