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Risposta dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici (AIGOC) alla pubblicazione del Corriere della Sera sulle tecniche di riproduzione assistita (TRA)

Risposta dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici (AIGOC) alla pubblicazione del Corriere della Sera sulle tecniche di riproduzione assistita (TRA)

IL RETRODOSSO DELL’ECO: IL PREZZO NASCOSTO DEL “DIRITTO AL BAMBINO”

Il presidente dell’AIGOC Alberto Virgolino svela la scomoda verità sulla scarsa efficacia, i rischi per la salute delle donne e i problemi etici della PMA in risposta alle richieste di una sua diffusione su larga scala.

ROMA — In risposta all’articolo di Milena Gabanelli e Martina Penisi pubblicato sul Corriere della Sera il 14 gennaio 2026 (“PMA in Italia: chi vuole un figlio viene ostacolato…”), L’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici (AIGOC), nella persona del suo presidente, il dottor Alberto Virgolino, ritiene necessario presentare un quadro completo della situazione.

Gli autori dell’articolo descrivono con grande entusiasmo le prospettive della medicina riproduttiva. Presentano la FIVET fecondazione in vitro all’estero come una porta aperta a nuove opportunità e cliniche all’avanguardia per le coppie italiane. La pubblicazione presenta anche in toni ottimistici la FIVET con donazione di ovociti, che viene posizionata come un atto di speranza e una soluzione efficace per superare l’infertilità.

Tuttavia, mentre i giornalisti invocano un ampliamento dell’accesso a queste tecnologie come questione di “giustizia sociale”, il Comitato “Per la vita insieme” e l’AIGOC sottolineano che vengono tralasciati i dati critici contenuti nel rapporto del Ministero della Salute per il 2022: la catastrofica perdita di embrioni, i rischi per la salute delle donne e l’enorme spreco di fondi pubblici.

1. L’illusione dell’efficacia e la morte massiccia di embrioni

Le statistiche del Ministero della Salute (basate sui dati del 2022) sfatano il mito della PMA come “soluzione ideale”. A 20 anni dall’approvazione della legge 40/2004, queste tecnologie dimostrano un’efficacia estremamente bassa a fronte di enormi costi etici:

2. La salute delle donne e dei bambini è in pericolo

L’AIGOC sottolinea che le tecniche di riproduzione assistita comportano rischi gravi, spesso taciuti:

3. Commercializzazione della genitorialità

Sotto la copertura del “rimborso spese” si nasconde il commercio effettivo di gameti (ovuli e spermatozoi). Lo scambio di biomateriale tra cliniche internazionali crea una situazione in cui i bambini nati da uno stesso donatore possono incontrarsi senza sapere della loro parentela.

4. Inefficienza economica

Le richieste di includere fino a sei tentativi di fecondazione in vitro nell’assicurazione sanitaria di base (LEA) ignorano la realtà economica.

Citazione

Dott. Alberto Virgolino, presidente dell’AIGOC:

«La nostra ragione e la nostra etica medica sono profondamente offese dal fatto che gli embrioni umani siano considerati materiale di consumo. Centinaia di migliaia di vite umane sono soggette a selezione, congelamento, esportazione e smaltimento per il benessere dell’industria della procreazione assistita. Il desiderio di avere un figlio è comprensibile, ma la vera giustizia non può basarsi sulla negazione del valore della vita umana nella sua fase più fragile. Non possiamo considerare un progresso un sistema che promette la vita, ma nell’80% dei casi porta solo delusione alle coppie e profitti alle cliniche».

Informazioni sull’AIGOC: L’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici (AIGOC) riunisce medici specialisti che si battono per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale e promuovono un approccio etico alla medicina.

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