Le lenta marcia della politica di fronte al “treno dei desideri” dei cittadini | EDITORIALE

Punto e Virgola

di Andrea Adorni – 

È il momento di riflettere sull’efficacia della politica ma anche su quanto sia necessario rallentare la nostra vita

Quando alla politica viene dato il mandato di governare, da parte dei cittadini, nasce l’esigenza di una risposta concreta ai problemi che affliggono la società. Ma, soprattutto nei periodi di crisi come quello che stiamo vivendo da diversi anni, le aspettative che si generano sull’onda dell’entusiasmo vengono spesso disattese. Da qui spicca il volo un nuovo desiderio di cambiamento. Il progetto più rivoluzionario, sorretto da ali di freschezza e novità, conquista così il primato e governa. Nasce così un circolo vizioso destinato a rinnovarsi in eterno, perché la politica si muove su binari molto più lenti rispetto al “treno dei desideri” dei cittadini.


La politica, fatta di burocrazia, compromessi, discussioni e manovre di palazzo, ragiona, o (meglio) dovrebbe farlo, su periodi a lungo termine. Perciò le risposte che fornisce risultano, (quasi) sempre, poco efficaci nel breve periodo e gli effetti del proprio operato rischiano di non corrispondere alle esigenze dei cittadini. Questi però reclamano misure efficaci in risposta ai loro problemi. Se ciò non accade lo scontento si infila fra i pensieri, pronto a dilagare in ogni occasione. Il rischio più grande è che l’azione politica venga percepita come poco efficace.

Si prenda ad esempio la Brexit. In queste ore si parla di tempistiche che oscillano fra i due e i dieci anni per la completa uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Un tempo enorme guardando alle motivazioni che hanno portato a questo risultato. È quindi probabile che l’opinione del 52% di popolazione che ha votato “leave” possa drasticamente cambiare in questo arco di tempo, rendendo vano lo sforzo necessario per la sua realizzazione. Diventa paradossale pensando al più grande rimprovero mosso all’Unione Europea: l’eccessiva burocrazia. Di certo non verrà smentita rispettando i pronostici.

Rimane quindi da capire se sia la politica a marciare troppo lentamente, oppure se sia la corsa dei nostri desideri ad essere troppo sostenuta. I ritmi frenetici a cui siamo abituati, la rapidità con cui evolve la tecnologia, le forzature che applichiamo alla natura per alimentarci e alimentare il nostro stile di vita richiedono risposte altrettanto rapide e frenetiche. Abbiamo perso la cultura della meditazione, della pazienza e del rispetto dei cicli vitali, dimostrandoci insofferenti e (forse) troppo esigenti verso quello che ci circonda. Che sia arrivato il momento di rallentare e rendere l’azione politica conseguentemente più rapida ed efficace?

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