Accorpamento Comuni sotto i 5000 abitanti, una minaccia per la Comunità Montana
Uno scenario rischioso per la nostra Montagna. Mentre a Castelnovo Monti, questa mattina, si tengono gli stati generali per il […]
Uno scenario rischioso per la nostra Montagna
Mentre a Castelnovo Monti, questa mattina, si tengono gli stati generali per il “Nuovo Sviluppo dell’Appennino“, alla presenza del Presidente Stefano Bonaccini, a Roma è stato presentato un disegno di legge che propone la fusione obbligatoria dei Comuni sotto i 5.000 abitanti. La proposta, che porta la firma dell’On. Lodolini, trova la ferma opposizione del parlamentare Enrico Borghi e del senatore Federico Fornaro.
“la fusione obbligatoria a nostro giudizio non risponde ad un approccio corretto per dare efficienza al sistema delle autonomie locali. È un’iniziativa individuale e non rientra nel solco del processo di riforma avviato con la riforma Delrio e la riforma costituzionale, che vanno nella direzione di rispettare i principi di autonomia, sussidiarietà ed adeguatezza sui quali definire una governance comunale moderna, senza invasioni centraliste o semplificazioni grossolane che produrrebbero l’effetto opposto a quanto sperato”.
Quanto questa riforma sia lontana dalle esigenze dei nostri Comuni montani è ben evidente nel proseguo del loro intervento:
“Non servono imposizioni dall’alto o inutili forzature, quanto invece procedere su quanto stabilito in accordo tra governo, parlamento e autonomie locali, che ha visto dentro il rinvio di anno dell’obbligo dell’esercizio associato la possibilità di affrontare entro breve la definizione di funzioni di Unioni di Comuni e aree vaste su proposta dal basso dei Sindaci.
L’obiettivo è quello di giungere ad una applicazione della legge Delrio che in parallelo con la riforma della pubblica amministrazione e con la modifica costituzionale che riporta allo Stato la competenza sulle forme associative dei comuni definisca un indirizzo chiaro e decisamente alternativo rispetto alle pur rispettabili, ancor che non condivise, opinioni personali dei sottoscrittori del ddl Lodolini“.
Risulta quantomeno disorientante la poca lungimiranza con cui la politica romana guarda verso la montagna. L’impressione è che si vogliano applicare dei meri strumenti di taglio basati su dati numerici che rischiano di equiparare un Comune che si trova alle porte di una grande città con i Comuni che, con sempre meno mezzi, sono costretti a difendere la possibilità di vivere in zone montuose. Esprimiamo sentita gratitudine a Enrico Borghi e Federico Fornaro per il loro intervento, speranzosi che la politica nazionale non renda inutili i piccoli passi che stiamo, finalmente, muovendo a livello locale.

