Riapre l’Eridania a Trecasali: “Grande soddisfazione”
La Sadam riprende l’attività nello stabilimento Eridania di San Quirico di Trecasali; il deputato PD Romanini: “Un grande successo per tutti”
La Sadam riprende l’attività nello stabilimento Eridania di San Quirico di Trecasali; il deputato PD Romanini: “Un grande successo per tutti”
di Jessica Setti
Grazie alla ripresa del prezzo dello zucchero, lo stabilmento Eridania di San Quirico di Trecasali riapre. Verrà, dunque, fatta la campagna saccarifera di quest’anno. L’anno scorso la campagna era stata sospesa per le perdite economiche, ma l’azienda aveva rassicurato tutti dicendo che “la conservazione dell’intero apparato tecnico-impiantistico e organizzativo, relativo alla trasformazione dello zucchero presente nell’impianto di San Quirico di Trecasali in provincia di Parma, viene comunque garantita in modo da consentire un’eventuale ripresa dell’attività“.
Quest’anno è stata ripresa la coltivazione nella zona tradizionale parmense. Un bacino di 90 chilometri che si estende nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Cremona e Mantova. L’azienda continua gli studi per trasformare lo stabilimento in una bio raffineria. L’idea è quella di affiancare progetti di chimica verde. In particolare si parla di produzione di bio plastiche da glicerolo e produzione di acido levulinico dagli zuccherini.
La ripresa dell’attività conferma l’interesse della Sadam per il bacino storico dello stabilimento. “Per il futuro – fanno sapere dalla Sadam – ci si augura il supporto delle istituzioni. In primis il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ci ha sempre aiutato“.
I commenti dell’Assessore regionale Simona Caselli
“La riapertura dalla campagna 2017 dello zuccherificio di San Quirico è un fatto molto positivo per l’agricoltura regionale. E per l’intero settore bieticolo-saccarifero nazionale“, commenta l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli.
“Una decisione niente affatto scontata alla luce del difficile scenario internazionale. Il mio auspicio è che tutti gli attori della filiera facciano il possibile perché l’attività si mantenga. E si possa conservare una produzione di importanza strategica per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna. Non solo in termini economici, ma anche per gli effetti che produce sul territorio”.
“La Regione – conclude – non mancherà di garantire il proprio sostegno alla filiera. Sono convinta che occorre salvaguardare la bieticoltura nei nostri bacini per mantenere in Italia una quota di produzione di zucchero. Anche per le opportunità di valorizzazione che potrebbero cogliere diverse filiere a valle del prodotto. Infine guardiamo con grande interesse ai progetti innovativi che ha in cantiere il Gruppo Maccaferri. Potrebbero creare nuovi interessanti sbocchi di mercato alle produzioni regionali”.
Giuseppe Romanini: “La riapertura è un grande risultato”
Esprime soddisfazione anche il deputato PD, Giuseppe Romanini. Romanini è anche componente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. “La notizia del pieno ritorno all’attività dello stabilimento è molto positiva. Lo è per l’azienda, per il comparto bieticolo-saccarifero nazionale, per gli agricoltori e per i lavoratori – fissi e stagionali – che hanno saputo tener duro nonostante la sospensione della campagna 2016“, commenta.
“Il gruppo Maccaferri ha mantenuto gli impegni presi per la valorizzazione e il rilancio dello stabilimento di Sissa Trecasali. L’avvio della campagna 2017 è di buon auspicio. Le difficoltà del comparto, esito di scelte sbagliate del passato, non scompaiono. Le condizioni di ripartenza sono decisamente positive. L’esito della trattativa sul prezzo della materia prima, con il sostegno del Ministero e del Governo, da questo punto di vista sarà determinante“.
“Così come fondamentale – conclude – sarà l’impegno del Gruppo Maccaferri ad implementare, nello stabilimento parmense, progetti innovativi e produzioni alternative di chimica verde. Rappresentano una prospettiva concreta per il mantenimento della coltivazione della barbabietola, che storicamente ha offerto agli agricoltori una possibilità di diversificazione stabile della rotazione delle colture e favorito la diffusione di un approccio positivo alla tutela dell’ambiente e alla difesa del territorio”.

