Salso, albergatori “furbetti” non pagano le tasse; interviene la Finanza

Il Comune di Salsomaggiore precisa: “Nessuna denuncia contro ignoti; 27 strutture non hanno presentato dichiarazioni e 6 non hanno effettuato i versamenti”

Il Comune di Salsomaggiore precisa: “Nessuna denuncia contro ignoti; 27 strutture non hanno presentato dichiarazioni e 6 non hanno effettuato i versamenti

Non possiamo sottrarci all’obbligo di segnalazione alla Guardia di Finanza“, fa sapere il Comune di Salsomaggiore con una nota pubblicata sul proprio profilo Facebook. Il Comune ha, infatti, provveduto alla segnalazione di alcuni gestori di strutture alberghiere, che non hanno versato l’imposta di soggiorno o che non presentano le dichiarazioni relative alla presenza degli ospiti. La segnalazione alla Guardia di Finanza è l’ultimo passaggio dell’iter di recupero del credito

Dal 2016 gli albergatori di tutta Italia sono diventati agenti contabili per conto del Comune di appartenenza. Questo accade in quanto essi sono responsabili della riscossione dell’imposta di soggiorno, che devono poi versare al proprio Comune. La decisione è stata presa da una sentenza della Corte dei Conti. La conseguenza diretta è che gli albergatori sono sottoposti al controllo del Corte e devono rendere conto della propria gestione, alla stregua di un funzionario che maneggia denaro pubblico. 


 

Precisiamo – continua il Comune – che le segnalazioni effettuate non sono contro ignoti. Ma riguardano solo ed esclusivamente le strutture che, per l’anno 2015 e per il primo semestre 2016, non hanno presentato le dichiarazioni relative alle presenze degli ospiti o non hanno riversato al Comune l’imposta, trattenendosi quindi indebitamente quanto già riscosso dagli ospiti“.

Dopo i solleciti arriva l’ingiunzione di pagamento

Dall’introduzione dell’imposta di soggiorno la maggior parte degli albergatori salsesi ha risposto in modo positivo. Nel 2015 le strutture che non hanno presentato le dichiarazioni sono cinque, mentre nove le strutture che non hanno versato il tributo. Numeri decisamente in aumento nel 2016. Nel primo semestre dello scorso anno ben 27 strutture non hanno presentato la dichiarazione. In calo le strutture che non hanno effettuato i versamenti: solo sei, contro le nove dell’anno precedente. 

Le strutture sono quindi state segnalate alla Guardia di Finanza. Ma molti i tentativi fatti precedentemente. Gli albergatori erano stati sollecitati in diversi modi. Sono stati fatti incontri con le associazioni di categoria e inviati solleciti sia telefonici che in forma scritta. La maggior parte degli albergatori ha versato quanto richiesto dopo i primi solleciti. Chi è rimasto inadempiente ha ricevuto l’ingiunzione di pagamento, tramite raccomandata. Se neanche dopo quest’ultimo avviso si è passati a regolarizzare il pagamento, allora la segnalazione alla Guardia di Finanza è indispensabile. 

Incassi utilizzati per incentivare il turismo

Procedure come queste hanno permesso di recuperando somme importanti per le casse comunali. La stretta collaborazione tra albergatori, Comune e Guardia di Finanza è dunque importantissima. Gli importi riscossi come imposta di soggiorno sono, infatti, destinati interamente a finanziare gli interventi per il turismo. Sono quindi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive. E gli interventi di manutenzione, fruizione ed il recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. Il mancato riversamento dell’imposta danneggia i soggetti che hanno sempre pagato. Albergatori che dimostrano, quindi, oltre al rispetto degli obblighi normativi anche la propria volontà di collaborare con l’Amministrazione al rilancio della città. 

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