Salsomaggiore guarda al futuro con “Le Città di Igiea”

Salsomaggiore torna “la città bellissima”. Fidatevi di Sofia Loren, eletta qui nel 1950 miss Eleganza,…

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Salsomaggiore torna “la città bellissima”. Fidatevi di Sofia Loren, eletta qui nel 1950 miss Eleganza, ma timidissima a passeggio con la mamma per le vie del centro. Oppure di Maria Callas, nello stesso anno, giovane Tosca sul palco del teatro cittadino, nella sua prima italiana. Ed ancora, Gabriele D’Annunzio che qui passava le acque, come racconta in Alcyone, ma rincorreva anche una sua fiamma. Ed ancora Luciano Pavarotti ed ancor prima Giuseppe Verdi e i Savoia. Tutti innamorati, si direbbe oggi, testimonial, della città. Loisir, glamour, cultura, musica e tante, tante miss: sono gli ingredienti di quell’evasione laica che resero speciale Salsomaggiore, come scrisse Pier Vittorio Tondelli, inviato in città nel 1985 per raccontare il mondo dei “curandi” e dei café chantant con le lunghe gambe delle “Oba oba” brasiliane.

Per augurare buon compleanno al Berzieri, dopo aver inquadrato ieri il valore ed il paradigma artistico dell’edificio, il secondo giorno del convegno “Le città di Igiea. Luoghi termali tra memoria e progetto” è stata una sfilata di ricordi, testimonianze, idee e voglia di futuro. Il politecnico di Milano, con la regia del prorettore Emilio Faroldi e Maria Pilar Vettori, in sinergia con il Comune, ha tracciato un affresco da Hollywood padana grazie ad una serie di relatori che hanno posto l’accento sul fascino scenografico e cinematografico che la ville d’eaux emiliana ha esercitato in questo secolo. Pierluigi Panza, giornalista e docente dell’ateneo milanese, ha ricordato il ruolo di Galileo Chini, “firma” del Berzieri e di grandi scenografie delle opere di Giacomo Puccini.


Paolo Galuzzi de La Sapienza di Roma ha sottolineato l’importanza di un patrimonio che, tessendo i fili del passato, possa rappresentare una traccia per il domani, proprio come il masterplan Futura che il Politecnico milanese, in collaborazione con l’università della capitale, ha imbastito per alcuni luoghi di Salsomaggiore da “curare” e rigenerare, in accordo con il Pug – piano urbanistico generale su cui la nuova amministrazione lavorerà nel prossimo futuro. “La sfida è tenere insieme le esigenze della prossimità e della quotidianità e quella di una dimensione generale che da forza ai grandi processi economici e sociali”, ha spiegato Galuzzi. Fra i luoghi per cui il masterplan propone una rigenerazione spiccano la stazione, l’arena dei Platani, la piazza del mercato, i parchi, nel nome di una multifunzionalità e di una dimensione policentrica della città.

Francesca Daprà dall’ateneo milanese e Sara Martin dell’università di Parma hanno, invece, setacciato i filmati dell’Istituto Luce, ma anche gli archivi dello Csac – Centro studi e archivio della Comunicazione di Parma a caccia di foto, scatti e bozzetti delle sfilate che da Dior e alle Sorelle Fontane ambientarono a Poggio Diana e in città.  Emilio Faroldi e Michele Guerra, sindaco di Parma, hanno poi accesso la telecamera delle emozioni, dando vita ad un ciak di grande suggestione: una serie di interviste inedite a Vittorio Storaro e Bernardo Bertolucci ha riavvolto il nastro ai tempi di una Salsomaggiore quasi immaginaria, trasformata in una cinecittà padana o meglio di una piccola babilonia in grado di essere ora un raffinato club di Tienzing nell’Ultimo Imperatore, ora un albergo napoletano dove un imberbe Robert De Niro corteggia la sua ragazza in quel Novecento in pellicola che, a queste latitudini, non è mai tramontato per davvero: Bertolucci amò visceralmente Salsomaggiore, dopo averla scoperta a caccia di un set esotico e affascinante per le sue riprese.

Curiosamente Salso non è mai se stessa nei miei film, ma questa è una città magica dove sono sempre tornato con affetto. Ho spesso plasmato le mie storie sui luoghi: e forse, chissà, sono un architetto mancato”, commenta il regista nel filmato storico. Architetti a pieno titolo e pronti ad entrare in gioco sono, invece, quelli che ridisegneranno il secondo secolo di vita del Berzieri. Cassa Depositi e Prestiti e Qc Terme hanno presentato la road map che entro il 2025 restituirà l’ala sud e ovest dello stabilimento alla città.Cdp mantiene la proprietà, dopo la firma della convenzione don il Comune, ufficializzata mercoledì scorso. A Qc Terme passa la gestione per i prossimi 20 anni.

Fra pochi giorni inizieranno i lavori di strip out e riqualificazione della facciata. Il corpus più importante di interventi, in collaborazione con la Sovrintendenza di Parma e Piacenza riguarderà la conversione della centrale termica nella zona piscine e servizi “bagnati”, con tre infinity pool sul tetto. “La ciminiera resterà come eredità di archeologia industriale, l’interno avrà piscine termali al primo piano ed una suggestiva vasca passante al primo piano”, spiega Francesco Varni per Qc Terme. In un secondo futuro l’istituto chimico, per ora solo oggetto di un restyling esterno, potrà essere convertito in albergo. “Riutilizzare, rigenerare e restituire”, questo la mission di Chiara Caruso, responsabile fondi turismo di Cdp: “Il complesso potrà rivivere la propria funzione di elemento di benessere e bellezza e verrà restituito al territorio, tornando a essere il fattore trainante dell’economia locale, con impatto positivo sia in termini di occupazione, sia di attrattività turistica”. Il modello è quello di San Pellegrino terme che, già al primo anno di apertura, fece segnare 100 mila presenze: “I primi incontri a Salso risalgono al 2016: adesso il futuro è arrivato”, ricorda ancora Varni, Ceo del gruppo che in Italia raggiunge 1,7 milioni di utenti.