San Secondo, una Rocca dal grande prestigio

La Rocca di San Secondo fu prima baluardo difensivo poi residenza dell’antica casata de’ Rossi

La Rocca di San Secondo fu prima baluardo difensivo poi residenza dell’antica casata de’ Rossi

Le origini del borgo e del castello di San Secondo risalgono al Medioevo. Questo paese vide una discreta territorializzazione proprio nel momento in cui iniziava a consolidarsi un sistema di organizzazione in pievi e in castelli. Il primo castello a sorgere nel castrum sansecondino probabilmente risale al 1247, quando Rolando Rossi governava sul territorio. Negli Statuti di Parma del 1297 l’edificio viene citato fra quelli da abbattere e da non ricostruire. Non si hanno notizie certe sulla distruzione del castello, ma sicuramente nel 1315 venne espugnato dai Da Correggio, vicenda che diede il via alla successiva dominazione ad una delle famiglie più importanti del Parmense: i Rossi.

La famiglia dei Rossi fu uno dei gruppi feudali più influenti della nostra provincia, soprattutto nell’arco di tempo compreso fra XIV e XVI secolo. La vastità dei possedimenti controllati permise senza dubbio di influire sui destini politici di Parma, anche se i Rossi non potevano contare su una presenza stabile nel centro città. Durante il periodo di governo di Pier Maria II de’Rossi – che fece costruire anche il castello di Torrechiara, ricostituì il borgo di Roccabianca e il castello di Felino – il forte di San Secondo passò ad essere residenza del dominus, conferendo così grande prestigio al proprio inquilino. La scelta non fu certo casuale. Le caratteristiche morfologiche della località consentivano un agevole transito umano, facilitando così rapporti commerciali e culturali. La sola iconografia che permette di farsi un’idea della struttura quattrocentesca del castello è l’affresco di Benedetto Bembo al castello di Torrechiara: l’effige mostra “un complesso castellano formato da una vasta cinta muraria con andamento rettangolare munita di torri angolari al cui interno insistono costruzioni di varia altezza […]; un fossato acqueo e una torre in cui è ricavato l’accesso, preceduto da un’altra torre“.


La ricostruzione e il passaggio ai Farnese

Gli accorgimenti presi dal Rossi nella costruzione dell’apparato murario difensivo testimoniano una particolare conoscenza dell’architettura militare, ma nonostante questo il castello subì ingenti danni nella cosiddetta Guerra dei Rossi, o Pezzana del 1482. La ricostruzione dell’edificio avvenne per mano di Troilo I de’Rossi, che si trovò a gestire un feudo in pessime condizioni e una residenza in pessimo stato. Il principe aveva grandi ambizioni e intraprese così una campagna di lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’edificio. L’elemento di maggior rilevanza architettonica fu la costituzione del cortile d’Onore, cioè uno spazio rettangolare circondato da portici su ogni lato. Durante il XVI secolo sia con Pier Maria III, sia con Troilo II de’Rossi si assiste al grande ampliamento della muraglia difensiva, adattandola alle nuove esigenze dettate da nuove tecniche di assedio in ambito bellico. Alla fine del secolo i Rossi cedono alle pressioni dei Farnese, sottomettendosi di fatto ai Ducali. Seguì un periodo di notevole abbellimento della rocca di San Secondo. In quest’ottica vennero abbattute tutte le mura difensive nel 1557.

Il passaggio del feudo ai Farnese spostò l’attenzione dei Rossi verso la Lombardia e il castello rimase solamente una lussuosa residenza di campagna. I grandi feudatari diventarono semplici cortigiani, amministratori di residenze temporanee che non potevano minimamente competere con la Corte Ducale. Il 1805 oltre a rappresentare simbolicamente una data in cui le giurisdizioni feudali cessarono di esistere, rappresentò anche l’esaurimento della dinastia dei signori di San Secondo con la morte dell’ultimo erede Scipione II. La rocca fra il 1811 e il 1919 subì diversi rimaneggiamenti, fra cui l’abbattimento di diverse porzioni murarie, la trasformazione degli spazi di risulta in giardini e l’interramento del fossato.

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