Al via stasera la kermesse canora all'Ariston di Sanremo: vincerà la tradizione o l'avanguardia?

Al via stasera la kermesse canora all’Ariston di Sanremo: vincerà la tradizione o l’avanguardia?

Come è cambiato il Festival della Canzone Italiana? In 70 anni di storia la canzone italiana ha subito un processo di cambiamento, che ha seguito i tempi e l’evolversi della musica anche internazionale. La prima edizione si svolse al Casinò di Sanremo e fu presentata da Nunzio Filogramo: tempi ballabili come valzer e tango caratterizzavano le venti canzoni in gara. A vincere fu “Grazie dei Fior” interpretata da Nilla Pizzi: in quelle prime edizioni non era il cantante, infatti, a vincere ma la canzone.

Il primo cambio di rotta fu nel 1958 quando sul palco di Sanremo si presentò il primo cantautore, Domenico Modugno. La sua “Nel blu dipinto di blu”, scritta con Franco Migliacci ed ispirata ad un quadro di Chagall, vince l’edizione del Festival e spopolò nel mondo vendendo oltre 20 milioni di dischi. Il 1961 decretò l’ultima edizione del Festival in cui le canzoni venivano interpretate: a vincere, dall’anno successivo, non sarò più solo la canzone ma anche il cantante che la presenta e la interpreta. Anno buio il 1967 con la morte di Luigi Tenco che, eliminato dal Festival, si uccise con un colpo di pistola all’Hotel Savoy. Quello di Tenco fu anche l’ultimo Festival di Mike Bongiorno.

A soli 32 anni, l’anno seguente, il Festival venne presentato da Pippo Baudo: ma la prima crisi era alle porte. Negli anni ’70 il Festival iniziò a svolgersi al Teatro Ariston: in televisione venne trasmessa solo la serata conclusiva e alcuni dei cantanti che trionfarono sul palco vennero poi immediatamente dimenticati nei mesi seguenti. La svolta si ebbe nel 1980 con l’organizzazione di Gianni Ravera che propose il trio Cecchetto-Benigni -Carlisi. In questi anni nascono i più grandi talenti musicali della musica italiana: Vasco Rossi, Eros Ramazzotti e Zucchero Fornaciari; ma anche gli anni in cui cantanti come Albano e Romina, i Ricchi e Poveri, Cotugno vendevano centinaia di dischi in tutto il mondo.

Anche il decennio successivo si appresta a sfornare abili talenti: Laura Pausini, Giorca, Andrea Bocelli. Con l’arrivo del nuovo millennio il Festival diventa sempre più un programma di intrattenimento televisivo, a scapito della musica: le case discografiche non hanno proposte, molti cantanti rifiutano di partecipare. Sono gli anni dei talent, con giovani che vincono edizione del Festival per merito del televoto. Negli ultimi anni, infine, sul palco dell’Ariston sono saliti rapper, trapper e anche canzoni in dialetto: quest’anno il Festival di Amadeus è un perfetto mix tra storia ed innovazione, da Rita Pavone ad Achille Lauro. Che strada prenderà la musica italiana? Tornerà la tradizione oppure ci si avvierà verso un nuovo cambio di rotta ed un definitivo nuovo tipo di musica?

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