L’attuale edificio del Duomo di Parma costruito dopo due incendi; un terzo nel 2009 aveva danneggiato il campanile: la Chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta, rappresentata dall’affresco del Correggio
CHIESE DI PARMA | Nel IX secolo la Basilica paleocristiana che sorgeva in Piazza Duomo venne distrutta da un incendio. Da quelle ceneri venne costruita una nuova Chiesa, dedicata a Maria Vergine Madre di Dio: ma il destino sembrava segnato e un altro incendio la distrusse nel 1055. La terza costruzione, terminata nel 1074 e consacrata nel 1106, è la base di quella attuale: al suo interno hanno lavorato artisti del calibro di Correggio e Antelami. Un altro incendio, divampato in seguito ad un fulmine che colpì l’Angelo in oro copra il campanile, provocò danni alla guglia: era il 2009.
Per i parmigiani è “il Duomo”: una definizione che ben lascia trasparire l’importanza che l’edificio religioso ricopre per la città. La Cattedrale di Santa Maria Assunta sorge in Piazza Duomo, accanto al Battistero e di fronte al Palazzo Vescovile. Esternamente si presenta con una facciata a capanna, tipica dello stile romanico, poi ripreso anche all’interno. La sua storia è segnata da tre incendi, due dei quali distruttivi: il primo ha portato alla distruzione della prima Basilica paleocristiana; il secondo alla distruzione della Cattedrale eretta nel 1055. Il terzo è storia recente: nel 2009 un fulmine si scagliò sulla croce retta dall’Angiol d’Ore incendiò una parte della guglia del campanile.

La costruzione della Cattedrale parmigiana risale al 1074; la consacrazione, effettuata da Pasquale II, nel 1066. Qualche anno dopo, nel 1178, venne completata la facciata a capanna e, tra il 1284 e il 1291 costruita la torre campanaria: un altro campanile, da progetto, doveva essere costruito sull’altro lato ma non fu mai realizzato. Nella facciata di aprono tre portali: due laterali, più piccoli, è uno centrale preceduto da un protiro appoggiato su due colonne sorrette da due leoni stilofori. La torre campanaria, costruita in stile gotico, è alta 63 metri: sopra al campanile veglia sulla città l’Angiol d’Or, una statua dorata con un angelo con in mano una croce. L’originale della statua, dopo l’incendio del 2009, è custodita all’interno del Museo Diocesano; mentre sul campanile è stata posizionata una copia.
L’interno a croce latina con gli affreschi di Gambara e Bedoli Mazzola
La struttura interna è rimasta immutata, con un interno a croce latina di tre navate da sette campate ciascuna. La navata centrale è larga il doppio delle due laterali e le sue pareti sono ornate dal ciclo di affreschi realizzati tra il 1576 e il 1573 ad opera di Lattanzio Gambara; tre le tematiche sviluppate dal basso all’alto: l’Antico Testamento, il Nuovo testamento e le figure allegoriche. Un grande affresco, sempre di Gambara, è posizionato sulla controfacciata che raffigura l’Ascensione di Cristo. La volta, invece, è stata dipinta da Girolamo Bedoli Mazzola.
La Cupola del Correggio e la Deposizione dell’Antelami
Sono 650 i metri quadri occupati dall’affresco della Cupola, realizzato da Antonio Correggio tra il 1524 e il 1530. Al centro dell’affresco una grande luce gialla simboleggia la presenza di Dio: sotto è riconoscibile la figura della Madonna, affiancata da Adamo ed Eva e da San Giuseppe. Sul tamburo sono raffigurate figure di angeli e di Apostoli, poi una fitta spirale di nubi che terminano in un groviglio di angeli, patriarchi e santi sistemati su diversi cerchi. Affreschi del Correggio sono anche quelli del pennacchi dove sono stati rappresentati San Giovanni Battista, San Giuseppe, Sant’Ilario di Poitier e San Bernardo degli Uberti, patroni della città.
Anticamente era conservato, in un ambone romanico, un bassorilievo di Benedetto Antelami del quale oggi ci rimane solo il pannello della Deposizione, ripresa dal Vangelo di Giovanni nel momento in cui il corpo di Cristo viene calato dalla croce. Al centro la figura di Cristo, sorretta da Giuseppe d’Arimatea; mentre un braccio è sorretto dalla Madonna e dall’Arcangelo Gabriele. Dietro Maria la figura dell’Eccelsa, che rappresenta la Chiesa; San Giovanni; Maria Maddalena; Maria di Giacomo e Maria Salomè. Il legno della croce divide in due parti il bassorilievo: a destra Nicodemo toglie un chiodo dal braccio di Gesù; dietro di lui la personificazione della Sinagoga e l’arcangelo Raffaele che gli poggia la mano in testa per farle chinare il capo. In ultima posizione i centurioni, che si giocano ai dadi la veste di Gesù.