A pochi giorni dall’assemblea cittadina del PD, che ha approvato il percorso delle Primarie aperte in vista delle comunali del 2017, Paolo Scarpa rompe gli indugi e annuncia la sua candidatura

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L’annuncio ufficiale è arrivato ieri nella conferenza stampa alla Galleria Mazzocchi. “Mi candido – ha esordito Paolo Scarpa – consapevole della responsabilità e l’impegno che questo passo comporta. Parma ha la necessità di voltare pagina per un rinnovamento della politica. Sono felice che domenica scorsa l’assemblea del Pd abbia definito un percorso trasparente e aperto“.

Vedo – ha continuato – tanta rassegnazione e sfiducia nella politica. Credo che questi sentimenti siano motivati dalla delusione dell’amministrazione Pizzarotti. Rispetto ai sogni che ci aveva promesso di realizzare nel 2012, la realtà, oggi, è molto diversa. La mia è una candidatura per tutta la città. Penso sia arrivato il momento di abbattere gli steccati e superare i personalismi“.

Scarpa aggiunge, poi, un’attenta analisi di Parma: “È a due velocità. C’è una Parma che sta bene e una ferma al palo“. La sua è un’attenta analisi basata anche sui dati della Caritas cittadina. Ci sono 10.000 poveri che non possono permettersi la sopravvivenza. “Bisogna – commenta – ricompattare le esigenze di questa città e i suoi bisogni. Ma per fare questo, il sindaco non può essere un semplice amministratore di condominio. Deve essere il rappresentante dell’intera comunità e farsi carico dei suoi bisogni“.

Riguardo ai suoi possibili avversari auspica che altri si decidano a scendere in campo. Spera, inoltre, lo facciano prima del referendum, sostenendo che la candidatura per Parma non deve essere condizionata da agenti esterni.

Il programma presentato dal candidato

SCARPA: “PARMA PROTAGONISTA DELLE SCELTE” (LEGGI)

Da oggi inizieranno dei tavoli di tavolo per stilare il programma definitivo. Sono aperti a chiunque voglia dare il suo contributo. Il programma si formerà partendo da alcuni punti chiave:

  • La città dei bambini. “Non a caso – spiega – parto dai bambini. Perché una città per i bambini è anche una città sicura, dove si vive bene e in un ambiente sano“.
  • La città della scuola. “Occorre ascoltare il mondo della scuola e dell’università, le sue esigenze e quelle dei tanti studenti“.
  • La città degli anziani.Le persone anziane – continua – hanno bisogno di una città sicura. Hanno bisogno di non essere emarginati, lasciati soli. E hanno bisogno di poter fare la spesa sotto casa“.
  • Sicurezza. “Tutti mi hanno detto che il tema della sicurezza deve essere al primo posto – dice – ma io al primo posto metto la città dei bambini. Sono convinto che il tema della sicurezza debba essere affrontato a 360 gradi, non soltanto dal punto di vista dell’ordine pubblico“.
  • La città verde. “Parma deve essere la città dei parchi, degli alberi, della cura degli spazi aperti. Il che significa anche essere una città della salute“.
  • La città dell’innovazione della ricerca e dello sviluppo. Lo sviluppo, l’innovazione e la ricerca – commenta – significano occupazione. Sviluppo significa anche edilizia, ma sostenibile, come quella che prevede la rigenerazione urbana“.
  • La città della cultura. Perché – conclude – abbiamo delle ricchezze straordinarie, ma dobbiamo metterle in rete“.

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