La Provincia trasloca da piazzale della Pace, Lucchi: “Una vergogna”
Il primo cittadino di Berceto si è battuto contro lo sfratto della sede della Provincia…
Il primo cittadino di Berceto si è battuto contro lo sfratto della sede della Provincia dallo storico palazzo: “Si sono mangiati anche quello“
BERCETO | Lo storico palazzo della Provincia di piazzale della Pace a Parma non sarà più sede della rappresentanza dell’Amministrazione provinciale.
Tutti i suoi uffici si trasferiranno a palazzo Giordani, lasciando le architetture neoclassiche che li hanno ospitati per più di sessant’anni. Il primo cittadino di Berceto, Luigi Lucchi, che ha lavorato per anni in quella sede come amministratore, ha espresso in un comunicato tutta la sua amarezza e indignazione: “Sfratto e trasloco. Si sono mangiati anche il palazzo della Provincia”.
La decisione della Provincia si colloca nella prospettiva di una revisione delle spese: il secondo piano dell’immobile dovrebbe essere affittato al Tar a partire dalla prossima primavera, il terzo è già stato locato ad Arpae e a Protezione civile, il primo al Comune di Parma. Ma le esigenze economiche non valgono a tranquillizzare Lucchi, da sempre contrario al ridimensionamento delle Province: “È bastato un lazzarone, ladro di diritti, come il Ministro Del Rio e una pletora di usurpatori per distruggere la politica del riequilibrio territoriale e lo stesso palazzo. Mi sento orgoglioso d’essere stato l’unico sindaco che ha lottato e lotta per la Provincia, l’elezione dei suoi amministratori, dal luglio 2013”.
Fu bercetese il primo presidente della Provincia, Primo Savani
“Nel palazzo della provincia ‒ prosegue Lucchi ‒ sono stato dieci anni come amministratore. Sono testimone di tante cose utili per la popolazione di città e provincia. Il primo presidente è stato un bercetese: Primo Savani”. Ed è a Primo Savani che si deve la risistemazione del palazzo come sede della Provincia. Ex immobile reale, il palazzo era stato acquistato dal Demanio dello Stato nel 1870; quando negli anni ‘50 fu scelto come sede della rappresentanza dell’Amministrazione, Primo Savani volle che la Sala che avrebbe dovuto ospitare il consiglio provinciale fosse ornata da affreschi che ricordassero momenti importanti della storia recente del territorio: le barricate, la resistenza, il lavoro operaio e contadino.
Gli affreschi, realizzati da Armando Pizzinato per l’inaugurazione della sede nel 1956, raffigurano la costruzione del ponte di Mezzo, l’episodio delle barricate contro le squadre fasciste del 1922, l’eccidio di Corniglio del 1944 e il lavoro della trebbiatura. Savani volle infatti che svolgessero da monito agli stessi amministratori, ricordando loro in ogni momento i fondamenti che ne avrebbero dovuto dirigere l’operato. Ed è probabilmente anche per questo valore storico e simbolico che Lucchi si scaglia con veemenza contro chi ha preso la decisione del trasferimento: “Vergogna a tutti voi, ladri di diritti e usurpatori. Andreste processati per Alto tradimento alla costituzione e al popolo italiano”.
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