Siccità, Emilia Romagna senza rischi di razionamento idrico | AGGIORNAMENTO

L’Emilia Romagna non si rischia il razionamento dell’acqua potabile; convocato un tavolo per monitorare la situazione del fiume Po

L’Emilia Romagna non si rischia il razionamento dell’acqua potabile; convocato un tavolo per monitorare la situazione del fiume Po

EMILIA ROMAGNA | Nonostante il perdurare della grave siccità, l’Emilia Romagna non è a rischio razionamento nell’uso dell’acqua per fini potabili: gli interventi già in corso e quelli che saranno realizzati grazie agli oltre 8 milioni e mezzo stanziati a giugno dal Governo, per le province di Parma e Piacenza, a seguito del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, garantiranno la risorsa idrica ai territori in difficoltà”. La rassicurazione arriva da Paola Gazzolo, Assessore regionale all’Ambiente. Grazie alla tempestività con cui la Regione ha richiesto,la dichiarazione di stato di emergenza nazionale, infatti, “l’Emilia Romagna è nelle condizioni di dare risposte all’emergenza idrica“; conclude l’Assessore. 

Nonostante le rassicurazioni però, la situazione resta critica. Alcuni comuni montani, serviti da piccoli acquedotti rurali, delle province di Parma, Piacenza e Bologna sono infatti riforniti di acqua idropotabile tramite autobotti. Il fiume Po resta inoltre osservato speciale; oggi pomeriggio è infatti convocato “un nuovo incontro dell’Osservatorio permanente per gli usi idrici del distretto padano durante il quale saranno analizzati l’andamento delle portate del fiume e si farà il punto sulla situazione in ogni regione del Nord Italia”, conlude Gazzolo. 


Per quanto riguarda invece la situazione degli altri corsi d’acqua – ad eccezione del tratto appenninico di Trebbia, Panaro e Secchia – , la loro portata resta al di sotto del deflusso minimo vitale, per tale motivo proseguono le limitazioni al prelievo d’acqua.

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