Presentato il progetto nato dalla collaborazione tra Ascom e la facoltà di Architettura dell’ Università di Parma: “Sul commercio fermi agli anni ’80”

Ascom e Università di Parma hanno presentato ieri un progetto sviluppato a partire dal 2017 sullo stato del commercio in città. Presso l’UniverCity Info Point, situato nel sottopasso del Ponte Romano, è stato presentato il censimento di oltre 3500 attività del centro storico e della prima periferia di Parma. Si tratta di un’indagine approfondita svolta nell’arco di un biennio, che costituisce un contributo di conoscenza utile alle Istituzioni locali per elaborare proposte e strategie di riqualificazione sia del contesto commerciale sia di quello urbano.

Il mondo del commercio – ha spiegato il rettore dell’Ateneo di Parma, Paolo Andrei è senz’altro, per noi, un interlocutore forte, ed è importante che le nostre competenze si mettano al suo fianco con analisi come questa, che tra l’altro può fare da base per l’elaborazione di strategie di riqualificazione oggi di vitale interesse per tutte le città. Anche questo è un tassello delle attività di Terza missione del nostro Ateneo, sempre più impegnato a fornire un contributo significativo, attraverso le sue conoscenze e competenze, alla crescita del territorio“.

Progettare e programmare il futuro commerciale nella nostra città è un impegno che interessa non solo il mondo del terziario, che noi rappresentiamo, ma è una responsabilità che coinvolge l’intera collettività – ha commentato il presidente di Ascom, Vittorio Dall’Aglio. Sarà possibile portare all’attenzione delle Istituzioni un ulteriore contributo di dati e informazioni da cui partire per trovare soluzioni nuove che rigenerino il nostro tessuto commerciale, comprendendo gli attuali scenari economici e del mercato. In questo senso, la coesione fra pubblico e privato permetterà di aumentare sensibilmente le possibilità di successo per la nostra città“.

Dopo i saluti introduttivi, sono quindi intervenuti Paolo Giandebiaggi, Prof. Ordinario di Rilievo architettonico ed urbano, DIA, Università di Parma, e Claudio Franchini, Direttore Ascom Parma, per descrivere la parte più tecnica del progetto.

Il rilievo, l’indagine, la conoscenza profonda dei fatti urbani – ha osservato Paolo Giandebiaggi, professore Ordinario di Rilievo architettonico ed urbano dell’Ateneo – consentono quel monitoraggio che è indispensabile per prevenire fenomeni negativi sulla città ed impostare seriamente le metodologie di cura. Questa indagine svolta sull’intero nucleo urbano consente di confrontare i dati raccolti sulla morfologia della città e comprendere come queste siano in grado, se opportunamente indirizzate e corrette, di produrre miglioramenti rigenerativi, sia in senso economico che socio-culturale“.

Ciò che è emerso dallo studio (scaricabile qui nella sua versione completa), è che il commercio negli ultimi anni ha visto apportare investimenti al di fuori del nucleo urbano di Parma. Sia il centro storico che le nostre periferie, in termini di spazi commerciali, sono fermi agli anni ‘80. Pertanto, si legge nel rapporto firmato da Università e Ascom, è necessario investire sugli assi commerciali per renderli più attrattivi; facilitare l’ampliamento dei negozi aumentando la metratura; facilitare la creazione di attrattori commerciali, anche utilizzando la verticalità; rivalutare le scelte.

© riproduzione riservata