Sorbolo, 350 firme per salvare Casa Anzolla: i cittadini si mobilitano

Lo scorso 8 settembre un gruppo di cittadini ha fatto protocollare al Comune di Sorbolo…

Una petizione depositata in Comune chiede di preservare Casa Anzolla e di trovare un'alternativa per la Casa della Salute

Lo scorso 8 settembre un gruppo di cittadini ha fatto protocollare al Comune di Sorbolo Mezzani una petizione che chiede al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di non abbattere Casa Anzolla e di realizzare il progetto di Casa della Comunità di cui alla delibera CC n° 3 del 10/02/2022 in altra area idonea. “Casa Anzolla e la sua area sono l’ultima testimonianza storica di ambiente contadino nel tessuto urbano; è patrimonio comunale da mantenere e recuperare per fini didattici, sociali, culturali e di promozione del territorio”, si legge nella petizione.

Già nel marzo scorso, una ventina di cittadini avevano rivolto un appello ai Consiglieri. Ora una formale petizione lanciata tra il 18 agosto e il 5 settembre, ha raccolto 349 firme di cittadini di Sorbolo Mezzani. Sindaco e Consiglieri hanno ricevuto anche una breve nota affinché il Consiglio possa considerare che la Casa della Salute o della Comunità può essere costruita senza demolire questa testimonianza del passato.


La storia di “Casa Anzolla”

Dalla sua acquisizione nel 1979, nessuna amministrazione ne ha mai ipotizzato la demolizione. Nel 2007 fu tolta dal degrado utilizzando oltre 500 mila euro della “donazione Biacchi”, nel 2009 il suo recupero a fini sociali era ancora in qualche programma elettorale, nel 2018 gran parte degli amministratori di oggi la inseriva come “Fattoria Didattica” in quel “Progetto Strategico …” denominato “EDU CITY” presentato nel corso della Fiera di Ottobre di quell’anno e i cui pannelli sono ancora esposti nell’atrio del Centro Servizi. 

Demolirla oggi non è “svecchiamento”, non è una “grande occasione”: è non capire che lì c’è una parte di Sorbolo, una parte di noi“, affermano in cittadini, aggiungendo che “Le aree proposte in alternativa, che permetterebbero anche il risparmio di gran parte dei 300 mila euro ora previsti per la demolizione e opere accessorie, hanno spazi maggiori e/o vicinanza a diversi servizi e strutture di uso consolidato“. 

I promotori della petizione ringraziano i cittadini che hanno sottoscritto e quanti vorranno far sentire la loro voce in difesa di una Casa che deve essere vista come una “risorsa sociale contro l’anonimato crescente, anche nel nostro paese“.

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