Rivelazione da Parma: “La sposa 12enne di Montanelli non è mai esistita”
Le manifestazioni antirazziste del movimento Black Lives Matter dei mesi scorsi hanno portato al centro della cronaca nazionale e internazionale un acceso dibattito. In molte città del mondo sono stati rimossi, imbrattati o deturpati diversi monumenti che raffigurano personaggi della storia legati in qualche modo alla schiavitù, al colonialismo e alla discriminazione. Anche in Italia ha infuriato la polemica, coinvolgendo il giornalista e scrittore Indro Montanelli. O meglio, la sue effigie posta nei Giardini Pubblici di via Palestro a Milano. Sabato 13 giugno, infatti, la statua di Montanelli è stata macchiata di vernice rossa e bollata con la scritta “razzista stupratore”.
“Qualcosa non torna sul matrimonio con una bambina eritrea”
L’episodio ha ricordato il passato della colonna portante del Corriere della Sera, cioè il matrimonio e i rapporti sessuali avuti con una bambina eritrea di 12 anni durante l’invasione italiana dell’Etipia, a cui Montanelli aveva partecipato come soldato volontario all’età di 26. Episodio raccontato anche dallo stesso scrittore nel 1972 alla trasmissione televisiva L’ora della verità. Ad un mese dai fatti che hanno portato la statua milanese ad essere impiastricciata, una nuova testimonianza metterebbe in dubbio la veridicità della narrazione di Indro Montanelli. Lo rivela il quotidiano The Post Internazionale con un’intervista a Roberto Malpeli, italo-eritreo di 67 anni che vive a Parma.
“Ma quale matrimonio africano! Ma quale Destà! Volete sapere come sono andate le cose? Montanelli tutta quella storia se l’è semplicemente inventata“, afferma il testimone sulle colonne di Tpi. Le opinioni di Malpeli tuttavia appaiono credibili e solide per un fatto: la storia della sua famiglia s’intreccia da vicino con quelle della piccola Destà, sposa africana che Montanelli più volte raccontò di aver avuto. “Esisteva una famiglia Destà – spiega il testimone -, è vero, e guarda caso era la famiglia di mio nonno, che peraltro era anche il sacerdote cristiano della comunità, una delle figure di spicco a Segeneiti (villaggio eritreo dove Montanelli avrebbe acquistato la bambina, ndr)”.
In Eritrea, fa sapere Malpeli, non esistono nomi propri e cognomi, perché “i figli, accanto al proprio nome di battesimo, assumono quello del padre, una sorta di ‘patronimico’“. I Destà di Segeneti, quindi, appartengono al ramo della sua famiglia, composta dal nonno, dalla madre e dai suoi undici fratelli. “Non vi erano altre famiglie con lo stesso nome”.
“La Destà di Montanelli semplicemente non esiste”
Secondo Malpeli il racconto di Montanelli non sta in piedi, dal momento in cui Segeneti era un villaggio di poche migliaia di anime e tutti si conoscevano. La madre sentendo la storia di Destà raccontata alla televisione “diceva che era falsa, semplicemente falsa. Quella Destà non è mai esistita, non a Segeneiti, perlomeno. Sarebbe stata una sua compagna di giochi, avrebbe dovuto conoscerla per forza. Ripeto: parliamo di un villaggio di poche famiglie, e mio nonno era il punto di riferimento religioso della comunità. Una vicenda del genere non sarebbe sfuggita né a mia madre né a lui”. Montanelli avrebbe anche raccontato che la sua sposa era musulmana, mentre Destà, riferisce il testimone di Tpi, sarebbe un nome prettamente cristiano.
Anche la storia secondo cui, al rientro in Italia di Montanelli, Destà sia andata in sposa al sottufficiale ascaro, tale Gheremedin, con cui la bambina ebbe un figlio chiamato Indro, secondo Malpeli non sta in piedi. “Assicuro che non ci sono mai stati Indro a Segeneiti. E questo, anche dopo la morte di mamma, me lo hanno confermato diversi miei famigliari che hanno vissuto laggiù per buona parte della propria vita. Ma si figuri: sarebbe stata la favola del villaggio! Immagini una situazione analoga in Italia: una donna, in un paesotto di quattro anime, ha una relazione con Cassius Clay e chiama il suo figlio primogenito Cassius Clay! Ne parlerebbero tutti per generazioni“.
L’idea di Roberto Malpeli è quella secondo cui Montanelli abbia creato una storia romanzata intorno a questa vicenda, anche ammesso che abbia avuto una relazione con una giovane eritrea, la storia della piccola Destà sarebbe assolutamente falsa. E alla domanda se la stua di Indro Montanelli vada abbatuta o meno, risponde: “Assolutamente no. La statua va lasciata al suo posto. Andrebbero aggiunte due parole: ‘Colonialista e bugiardo’“.

