Prevenzione alla dipendenza dal gioco: la Regione vieta ai minori l’utilizzo delle macchinette che danno ticket da convertire in premi

La Regione Emilia-Romagna ha approvato le “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico“, tra le quali è presente la legge che vieta ai minori l’utilizzo delle “ticket redemption“, macchinette che alla fine di una partita, indipendentemente dal risultato, restituiscono tagliandi da poter convertire in premi, da portachiavi fino a Mp3 o Ipad. La Commissione assemblare ha dato quindi il via libera nei giorni scorsi alla delibera della Giunta per prevenire la ludopatia partendo dai giovanissimi: i gestori dei locali in cui si trovano le sale da gioco saranno investiti di precisi obblighi.

In particolar modo i gestori dovranno affliggere nei locali l’apposita locandina regionale in cui viene menzionato il divieto di utilizzo delle “ticket redemption” da parte dei minorenni; inoltre avranno l’obbligo di attaccare su ogni apparecchio un avviso che dichiara il divieto di utilizzo per gli under 18. Per di più i gestori dovranno occuparsi di verificare l’età del giovani e avranno quindi l’obbligo di chiedere i documenti nei casi in cui non sia certa la maggiore età: nel caso di violazione saranno applicate sanzioni amministrative pecuniarie. Le ticket redemption sono un potenziale mezzo che crea dipendenza dal gioco, in quanto alla fine di ogni partita restituisce tagliandi che possono essere utilizzati per entrare in possesso di premi, anche di alto valore: spingerebbero così i giocatori a reiterare nell’inserire soldi nella macchinetta per acquisire molti ticket in modo tale da accedere ai più importanti oggetti in palio. I gestori hanno un ruolo importante di controllo diretto dei giovani, ma i genitori dei ragazzi sono chiamati a collaborare e dare una buona educazione ai figli.

Nel 2017 le persone che si sono rivolte alle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna per dipendenza da gioco d’azzardo sono state 1.521, con prevalenza di individui maschili tra i 41 e i 50 anni. Secondo una mappatura degli adolescenti svolta dalla Regione a fine 2016 inoltre, si dimostra che tra gli 11 e i 19 anni il 20% delle ragazze e il 46% dei ragazzi giocano d’azzardo in modo occasionale: il 5% dei maschi, contro lo 0,9% delle femmine, è a rischio ludopatia. “Siamo di fronte a un fenomeno che interessa in modo trasversale tutte le età – affermano Sergio Venturi e Andrea Corsini, assessori alle Politiche per la Salute e al Turismo e Commercio – e che continuiamo a combattere: sia dal punto di vista sanitario, con investimenti di oltre 7, 4 milioni di euro per la cura e la prevenzione delle dipendenze assegnati dal Fondo per il gioco d’azzardo patologico 2018-2019, sia con incentivi agli esercizi commerciali che aderiscono al marchio ‘Slot free ER’“.

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