Da settimane si sente parlare di una possibile applicazione scaricabile sugli smartphone che possa tracciare i contatti tra persone. Tra poco tempo dovrebbe essere pronta Immuni, ma il Governo aveva aperto una call già a metà marzo, per confrontarsi con numerose aziende che avrebbero presentato il loro progetto. Tra quelle c’era Webtek SpA, una web agency della provincia di Sondrio, che già il 6 marzo aveva ultimato StopCovid19. Il Governo però non l’ha nemmeno testata, preferendo avviare il progetto per Immuni.

Emanuele Piasini, fondatore dell’azienda Webtek, ha risposto alle nostre domande, spiegando il funzionamento della loro app e come sono andate le cose con Palazzo Chigi. Tra lo stupore e il disappunto infatti, Piasini spiega che la sua app, a prova di privacy e già pronta su AppStore, è ormai destinata a progetti esteri, perché in Italia non avrebbe più senso utilizzarla, data la decisione di progettare un’app a livello internazionale.

Come funziona StopCovid19 e a cosa serve?

L’applicazione è stata concepita per dare uno strumento alle autorità che possa aiutare a contenere l’epidemia: non fa altro che tracciare i contatti avuti dalle persone prima di eventuali tamponi positivi. Per esempio, sono in treno con altre persone e qualche giorno dopo una di queste persone risulta positiva al Covid; se tutti avessero l’app, le autorità mi segnalerebbero che nei giorni passati sono stato in contatto con qualcuno con il coronavirus. Io che ricevo questa segnalazione non so dove ho incontrato quella persona, ma adesso so che devo stare in quarantena.

Quali rischi può comportare per la privacy? Chi garantisce ai cittadini la protezione dei loro dati?

La nostra app Stopcovid19 è anonima, a livello di privacy non c’è alcun rischio. Le autorità non possono tracciare i percorsi, ma soltanto i contatti: dal momento in cui viene segnalato che una persona è positiva, c’è la possibilità di rintracciare le persone con cui quella persona è venuta a contatto. Non si tracciano i percorsi: questa era la nostra scelta. L’unico dato che chiediamo è il numero di telefono, che l’utente mette in forma volontaria. L’app indicherà quindi i punti di contatto con altri numeri di telefono.

In Italia sta per essere lanciata l’app Immuni. Si potrà comunque utilizzare StopCovid19 nel nostro Paese?

Adesso in Italia non si può usare, dato che il Governo ha scelto Immuni come app da utilizzare sul suolo nazionale. La nostra app tuttavia era già pronta il 6 marzo: gratuita e scaricabile su tutti gli store. Avevamo trovato anche partner come Amazon, che ci avrebbe offerto i server gratuitamente. Per l’Italia sarebbe stata totalmente a costo zero.

Poi cos’è successo?

Il Governo ha aperto una call, a cui noi abbiamo partecipato, che era volta a trovare un’applicazione utilizzabile per il controllo della diffusione del contagio. Il fatto è che StopCovid19 era già pronta, e insieme alla nostra proposta ce n’erano anche altre sul tavolo. L’app sarebbe stata gratuita, avevamo già tutte le autorizzazioni, ma sembra che non abbiano usato un criterio di selezione. La nostra non è stata nemmeno testata, così come tante altre. Sono onesto: non ho capito perché abbiano fatto questa scelta. La call è stata aperta a metà marzo, ma hanno scelto un prodotto che non era pronto, e non era nemmeno chiaro se fosse possibile utilizzarlo o meno.

C’è qualcuno che sta utilizzando la vostra app?

La stiamo utilizzando all’estero con altre aziende e anche a livello governativo, sia in paesi europei che extra europei. Nel mese di marzo, in realtà, avevamo già accordi con alcune regioni, come Lombardia o Umbria, ma abbiamo avuto richieste anche da alcuni comuni. Ormai il Governo ha preso un’altra decisione, quindi non avrebbe senso andargli contro. Continueremo a lavorare con l’estero.

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