Stefano Pioli presto a Milano per diventare il nuovo allenatore dell’Inter; nato a Parma, in passato calciatore e tecnico dei crociati
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Un parmigiano a Milano, passando per Roma. Dopo la Lazio, Stefano Pioli torna su una panchina di Serie A. Oggi dovrebbe firmare il contratto con l’Inter dei cinesi che lo legherà ai nerazzurri fino al 2018. Firma oggi e primo allenamento domani alla Pinetina. Nel suo staff ci sarà come sempre Giacomo Murelli (di San Secondo Parmense), anche lui ex crociato. Il neo allenatore nerazzurro debutterà in campionato domenica 20 novembre nel Derby contro il Milan. Avrà dieci giorni di tempo per conoscere i giocatori e per preparare un debutto così importante.
Il suo passato con la maglia del Parma
Stefano Pioli ha giocato con la maglia gialloblù in due campionati di Serie C1 (per intenderci la nuova Lega Pro). Per lui è un onore vestire quella casacca dal 1982 al 1984. Riesce a siglare anche la sua prima rete in carriera con la squadra della sua città. Nel 1984 viene venduto alla Juventus per 800 milioni di Lire, la metà di Pin (l’altra metà era già del Parma) e un’amichevole al Tardini con i bianconeri. Lascia Parma che ha quasi 19 anni per trasferirsi a Torino. Ha comunque uno stretto legame con la sua città, in cui sono cresciuti i suoi due figli. La carriera calcistica di Pioli continua tra Verona, Fiorentina, Padova, Pistoiese e Fiorenzuola.
Allenatore del Parma per otto mesi
Ad un certo punto lo chiamavano “l’allenatore della via Emilia” e si dice che quando era a Bologna non avesse mai preso casa. Ogni lunedì libero Pioli tornava a Parma dalla sua famiglia. Ma prima di percorrere la via Emilia, Stefano esordì nel 2006 proprio sulla panchina della sua squadra del cuore. A Torino finì 1-1 con i granata. L’avventura crociata durò solo qualche mese e a gennaio Claudio Ranieri sostituì il tecnico dei Prati Bocchi. Successivamente tanta gavetta in Serie B tra Grosseto, Piacenza, Sassuolo per poi tornare in massima serie con Chievo e Palermo. Un ritorno in Emilia nel 2011 dove rimane tre anni al Bologna. Il massimo risultato lo ottiene con la Lazio di Lotito (qualificazione in Champions League). Ora lo aspetta un impegno ancora più grande, risollevare l’Inter.
