Stufe e Camini: molto più di un riscaldamento, strumenti di appartenenza
Il freddo ha ormai avvolto le nostre valli, siamo già stati omaggiati dalla prima neve e niente può essere più soddisfacente di una buona serata, magari in compagnia di amici, trascorsa davanti al camino o alla stufa. Il calore della legna è ben più avvolgente rispetto a quello dei riscaldamenti ben più asettici e “cittadini”, occorre però tenere ben impresse in mente alcune semplici accortezze.

A prescindere dalla quantità di legna che consumiate durante l’inverno, il consumo medio delle famiglie valtaresi si aggira tra un minimo di 8 quintali e un massimo di 25, la manutenzione e la pulizia della canna fumaria sono fondamentali. Per non compromettere la nostra canna fumaria occorre poi bruciare solo legna ben asciutta, stagionata da almeno 12 mese, evitando così sprechi e la formazione di catrame e creosot.

Ogni 50 quintali circa di legna bruciata sarebbe opportuno intervenire con la pulizia, qualora si abbiano le competenze per farlo, o rivolgersi a un operatore specializzato. L’Associazione nazionale fumisti e spazzacamini ci ricorda infatti che stufe e camini, in materia di sicurezza, devono essere visti esattamente come un impianto termico cittadino. Ragione che li porta ad affermare che “a nessuno verrebbe mai in mente di manomettere un impianto elettrico, oppure di fare qualunque tipo di operazione fai da te, perché siamo pienamente consapevoli di quanto sia pericoloso il contatto con l’elettricità. Il fuoco è nostro amico, ma è necessario saperlo trattare bene“.

Per il resto sia chiaro, stufe e camini sono ben più che dei semplici elettrodomestici in grado di riscaldare le nostre Case, sono l’essenza di una valle, sono il marchio di una continuità generazionale espressa in un passaggio di mano del classico ed amato “rampen”.