Trasformare un’idea innovativa in un progetto imprenditoriale concreto non è un passaggio scontato. Se si parla di moda, si ha in mente di realizzare un prodotto sostenibile, allora molto probabilmente il grado di difficoltà aumenta. Eppure Elena Prestigiovanni, giovane imprenditrice di Parma già titolare del primo concept store in città di abiti naturali e sostenibili, con grande determinazione, tenacia e competenza ha dato vita ad un brand personale di t-shirt e maglieria. Dalla sua pluriennale esperienza nel settore dell’abbigliamento e dalla sua grande attenzione per la sostenibilità ambientale è nato quindi “Good Sustainable Mood“.

L’iniziativa di Elena assume sfumature di coraggio ancora più marcate se si pensa al momento storico in cui è stata lanciata la vendita online dei suoi prodotti. Da mercoledì scorso (22 aprile), in piena emergenza Covid-19, le sue linee uomo/donna di magliette sostenibili sono acquistabili sullo shop online dedicato al brand. La settimana di lancio, tuttavia, non è causale. Come ci ha spiegato la stessa ideatrice, la scorsa era la Fashion Revolution Week, appuntamento nato per promuovere una moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura.

I capi ideati da Elena si sposano a pennello con la filosofia della Fashion Revolution. Proprio per questo ha deciso di utilizzare tessuti di qualità e sostenibili, si è affidata a linee essenziali dal design moderno, una filiera corta e made in Italy, sfruttando un packaging in carta riciclata e inchiostri vegetali. E come se non bastasse ha deciso di puntare sulla tecnica del tinto capo, permettendo di ottimizzare la produzione e ridurre al massimo gli scarti.

Come è nata l’idea di creare un tuo brand di capi sostenibili?

Ho avuto l’idea di creare una mia linea già da quando ho aperto il negozio di abiti naturali in centro a Parma. Da innamorata della sostenibilità, mi sono accorta del fatto che nei capi essenziali manchino proposte che abbiano questa caratteristica. Allora mi sono data da fare e ho deciso di proporre una linea di prodotti di qualità, soprattutto nella scelta dei tessuti, che fossero durevoli nel tempo e avessero prezzi acessibili. Così è nato Good Sustainable Mood.

Che tipo di tessuti hai utilizzato per realizzare i tuoi capi?

Sia per quanto riguarda la linea maschile che quella femminile ho deciso di utilizzare dei tessuti pazzeschi. I capi “Good” sono realizzati in cotone organico Pima, in Kapok e in fibra di latte. Il primo è uno dei cotoni più pregiati al mondo, prodotto in Sud America senza pesticidi e raccolto ancora a mano; si tratta di un tessuto morbido e delicato che assicura un qualità molto elevata e durevolezza nel tempo. La fibra di Kapok viene ottenuta dalla raccolta dei frutti dell’omonima pianta, che cresce spontaneamente in aree tropicali, non subisce trattamenti chimici nella crescita e non necessita di coltivazioni intensive. Il risultato della lavorazione è un tessuto leggero e resistente, particolarmente adatto alla gestione dell’umidità.

L’ultimo tessuto che ho deciso di adottare è la fibra di latte. Si tratta di un materiale totalmente ecologico che sfrutta un prodotto di risulta che terminerebbe il suo ciclo come “scarto”. Per produrre questa fibra, infatti, utilizziamo solamente latte che non può essere immesso nella filiera alimentare. Pensate che il brevetto per trasformare il latte in filato è stato depositato negli anni ’30 a Brescia, ma l’idea, dopo alcuni anni, è stata accantonata. Eppure il prodotto che ne esce è straordinario per delicatezza e comfort che lascia a contatto con la pelle: stimola la circolazione e rilascia le proprietà nutrienti del latte sul corpo.

Pensi di sviluppare ulteriormente la tua linea di abbigliamento?

Io credo assolutamente che la moda sostenibile esista e vada implementata con azioni concrete. Per questo punterà molto sulla ricerca di nuovi materiali puntando su innovazione, sostenibilità e benessere. In questo senso il Made in Italy permette di raggiungere standard qualitativi molto alti e ne sono particolarmente soddisfatta, perché mi consente di sviluppare nuove idee sull’upweare. Per l’inverno sto lavorando già ad alcune idee sfruttando la fibra di legno ed entreranno nella linea capi pesanti, come le felpe, sfruttando i materiali già utilizzati.

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