tamponi rapidi
tamponi rapidi

La Giunta Regionale ha provveduto a modificare il protocollo sanitario permettendo così d’iniziare una campagna di screening dei dipendenti attraverso la donazione alle aziende di 250mila tamponi antigenici rapidi. Questi test di tracciamento dei contagi è considerato imprescindibile dall’amministrazione regionale nel perseguire la lotta al virus: “Il protocollo per gli screening volontari dei lavoratori segna un passo in avanti nel lungo percorso di riacquisizione della normalità – spiega l’assessore al Lavoro Vincenzo CollaIntercettare e spezzare subito la catena dei contagi è fondamentale per la sicurezza sul posto di lavoro ed in famiglia“. Grazie a questo nuovo programma verrà data maggiore responsabilità ai medici competenti nominati dalle aziende in quanto saranno loro i soggetti preposti all’esecuzione dei test rapidi. I test verranno consegnati dal Servizio Spal ai medici aziendali che poi decideranno se utilizzarli direttamente negli ambulatori dell’azienda oppure all’interno di una delle strutture sanitarie private convenzionate ovvero sia Hesperia Hospital, Aiop ed Anisap.

Qualora venissero rinvenuti casi di positività i soggetti individuati verranno immediatamente isolati e sottoposti a tampone molecolare entro le successive 48 ore. Il test rapido emette il proprio esito in circa 15 minuti e risulta essere piuttosto attendibile ed è grazie alla sua immediatezza che è stato selezionato come strumento di screening di massa. Un ulteriore aspetto da sottolineare è quello dell’iniziativa portata avanti dal direttore della Prevenzione del ministero della Sanità Gianni Rezza che sancisce il diritto allo stato di malattia per quei dipendenti risultanti positivi al tampone rapido.

La decisione della Regione è quella di coinvolgere tutte le aziende che faranno domanda dei tamponi ma la priorità viene comunque riservata a quelle attività che operano in contesti e settori considerati ad alto rischio. Saranno quindi attenzionate maggiormente le aziende di trasporti e logistica, i grandi distributori, le attività alimentari e quelle della lavorazione delle carni. Si riserva, inoltre, alle aziende la possibilità di effettuare i test in aziende private ma in questo caso il datore di lavoro dovrà contribuire con una somma che si aggira tra i 12 ed i 21 euro a tampone.

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