La tariffa rifiuti più bassa della Provincia è a Fidenza

Raccolta differenziata da record a Fidenza: un incentivo di 166.826€ che si tradurrà in sconti sulle bollette per i cittadini

Raccolta differenziata da record a Fidenza: un incentivo di 166.826€ che si tradurrà in sconti sulle bollette per i cittadini

 Fidenza conquista anche l’ecobous del 2017, offerto dalla Regione Emilia Romagna per chi effettua una buona raccolta differenziata. Quella di Fidenza è la migliore di tutta la Provincia di Parma. Alla già consistente somma dell’ecobonus, 166.826€, si aggiungono anche i 52.350€ derivanti dai risparmi di spesa del 2016. In totale, dunque, saranno 219.176€ che verranno scontati ai fidentini sulle bollette di tutte le utenze.  “Abbiamo almeno tre buone notizie. La prima: Fidenza conferma la Tariffa rifiuti più bassa della provincia grazie ad una differenziata da record. La seconda: abbiamo conquistato il bonus anche per il 2017. La terza: la gestione altamente qualificata dei nostri servizi ha prodotto un risparmio sul 2016 che verrà sommato al bonus regionale, abbassando ancora di più la tariffa rispetto al 2015“, ha commentato il vice sindaco Castellani

La raccolta dei rifiuti, effettuata con il sistema porta a porta, prevede cinque raccolte settimanali per l’umido delle utenze domestiche e sei per quelle non domestiche; due raccolte settimanali di materiale pvl; una per l’indifferenziato e la carta delle utenze domestiche. Per la carta la raccolta diventa tre volte a settimana per le utenze non domestiche, a cui si aggiunge la raccolta del verde. La differenziata è al 78,74% e continua a ridursi il numero dell’indifferenziato prodotto che, ad oggi, di 87,5 kg procapite. Fidenza dimostra di avere una forte cultura ambientale, sostenuta dal Comune con mezzi efficienti e un servizio di gestione senza eguali. 


Già nel 2015, anche senza ecobonus, la tariffa era la più bassa della Provincia

I cittadini e le imprese di Fidenza – continua Castellani – possono andare orgogliosi di questo risultato. È merito loro e del loro impegno costante“. Anche nel 2015, quando la Regione non aveva ancora previsto l’ecobonus, la Tari era la più bassa della Provincia. Dal 2016 si è ridotta ulteriormente e al risultato ambientale si è andato a sommare anche l’ecobonus regionale. L’ecobonus del 2017 acquisisce poi un valore aggiunto: “Nell’edizione 2017 più Comuni hanno migliorato le loro prestazioni e di conseguenza si sono ridotte le risorse da assegnare a chi sta già facendo bene. E proprio qui risiede il messaggio strepitoso di Fidenza: siamo al top della classifica delle città medio-grandi ma il nostro trend di crescita è così forte che riusciamo a conquistare lo stesso le risorse del bonus“, conclude il vicesindaco Giancarlo Castellani.

L’ecobonus deliberato da Atersir per il Comune di Fidenza per l’anno 2017 è di 166.286€. A causa di minori risorse investite dalla Regione per il 2017 e a un numero crescente di comuni considerati virtuosi, il bonus di quest’anno è inferiore di 151.148€ rispetto a quello del 2016. Per questo motivo lo sconto in bolletta per il 2017 sarà inferiore a quello dello scorso anno: se la bolletta sarà comunque più bassa a quella del 2015, per quest’anno si registrerà un aumento che va dal 1,41% a circa 3,80% rispetto al 2016.

No agli sprechi alimentari

Anche Fidenza si schiera contro gli sprechi alimentari e si sta attivando per fare della nuova legge “per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale” lo strumento per creare un modello virtuoso per donare le eccedenze alimentari ai bisognosi e promuovere il riuso e il riciclo dei prodotti. Per questo motivo, dal 1 gennaio 2017, è stato modificato il Regolamento IUC. Alle utenze non domestiche che, in via continuativa, devolvono gratuitamente prodotti alimentari derivanti dalla propria attività ad associazioni assistenziali, di volontariato, enti e organizzazioni senza fini di lucro per la ridistribuzione a soggetti bisognosi, è riconosciuta una riduzione della parte variabile della tariffa del 3% fino a 20 tonnellate di beni alimentari ceduti e del 5% oltre le 20 tonnellate di beni alimentari ceduti.

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