Teatri di Parma in crisi per il Covid-19; Guerra: “Si lavora per tornare alla normalità”
Come ha sottolineato giustamente l’assessore alla Cultura, Michele Guerra, durante la conferenza stampa di ieri, Parma deve tanto al suo sistema teatrale ed è ora che Parma restituisca qualcosa a questo sistema. In un momento difficile come quello che la città sta vivendo a causa del Coronavirus, il segnale che si è voluto dare alla cittadinanza è che i Teatri ci sono e stanno lavorando. In formazione unita, i rappresentati di tutte le realtà cittadine hanno partecipato alla conferenza organizzarta dal Comune, spiegando il momento di difficoltà, fra lavori interrotti e spettacoli annullati. Tuttavia, il segnale che anche l’Assessore ha voluto dare è chiaro: “I Teatri sono pronti ad accogliere di nuovo il pubblico, in attesa delle riaperture. Non ci siamo mai trovati in una situazione come questa e cercheremo di essere un po’ meno balbettanti nelle prossime ore“.
“Viviamo una situazione critica che non va minimizzata – ha spiegato Guerra. Le ordinanze emesse per cercare di limitare il contagio vanno ad incidere sulla nostra vita quotidiana, è una ituazione che non avremmo mai pensato di vivere nell’ambito di Parma 2020, in cui temi della socialità, dello scambio, dell’apertura, dell’ospitalità e dell’accoglienza dovevano caratterizzare l’anno di Capitale della Cultura. Si tratta di un momento di grave difficoltà che la cultura della città sta vivendo: i Teatri stanno vivendo un grande disagio. Andiamo incontro ad una stagione teatrale che rischia di essere compromessa per intero. Quello che vogliamo fare è spiegare cosa sta succedendo: gli spettatori ce lo chiedono e lo chiedono anche all’Assessorato alla Cultura. Abbiamo grandi Prime e grandi eventi che stiamo cancellando, speriamo di non doverne cancellare altri“.
Teatro Regio: “Dovremo fare scelte razionali”
“Stiamo vivendo una situazione che si è verificata in modo molto repentino – afferma Anna Maria Meo, direttore generale del Teatro Regio. Oltre a cancellare degli spettacoli stiamo anche assistendo alle disdette di gruppi che ad inizio aprile sarebbero dovute venire a visitare il Teatro; seppur si tratti di un’attività marginale è comunque indivativo rispetto al momento che viviamo. Noi tutti, seduti a questo tavolo, saremo pronti per ripartire, ma dovremo fare i conti con la percezione dell’emergenza che avrà una coda lunga. Dovremo fare delle scelte razionali per limitare i danni. Dovremo essere presenti e reattivi, ma vorremmo anche dare un messaggio di fiducia, perché le Istituzioni ci saranno nel momento in cui riapriremo i battenti.
Teatro Due: “Cercheremo di recuperare il possibile”
“Siamo pronti – fa sapere Paola Donati, direttore di Fondazione Teatro Due -, noi continuiamo a lavorare e speriamo che i debutti possano essere mantenuti. Abbiamo dovuto cancellare diverse iniziative, tra cui alcune con le scuole e altre di formazione del pubblico. Se le uscite didattiche dovessero essere di nuovo limitate, non è detto che alcune programmazioni possano essere confermate, sia per le attività dirette sia per i matinée. Nel limite del possibile cercheremo di recupereare, anche se non tutto sarà possibile. Siamo qua per dare un segnale: stiamo lavorando moltissimo anche per evitare di farci trovare impreparati nel momento in cui arriveranno le indicazioni“.
Teatro delle Briciole: “Non dimenticate i nostri spazi”
“Per il nostro teatro questo è stato un anno di grande difficoltà – spiega Alessandra Belledi, del Teatro delle Briciole. Questa situazione arriva quando stavamo vivendo un momento di rigenerazione. è chiaro che per noi che abbiamo un filo molto diretto con la scuola, tra l’altro questo era il momento più intenso del nostro tour, è un momento di grani ricadute. Una volta che l’emergenza sarà superata lavoreremo in modo che le scuole tornino a teatro e nonostane la stagione sarà più breve non vorremo che le scuole si dimenticassero di questi spazi“.
Lenz Fondazione: “Navighiamo a vista”
“Anche noi abbiamo dovuto interrompere dei laboratori – ha detto Elisa Longeri, in rappresentanza di Lenz Fondazione – anche noi navighiamo a vista monitorando la situazioen. Ci siamo sentiti di rassicurare le persone con cui collaboriamo per fargli sapere che stiamo bene e abbiamo ricevuto dall’altra parte rassicurazioni in questi termini“.
Fondazione Arturo Toscanini: “Diamo un segnale di impegno e speranza”
“I nostri luoghi, le sale di concerto e i teatri sono al centro di una collettività che frequenta gli spazi in cui si riconosce – ha dichiarato Alberto Triola, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arturo Toscanini -. Il fatto di essere a questo tavolo tutti insieme è un segnale di presenza, impegno, presidio e speranza. La nostra attività si svolge per lo più in forma aggregata e in spazi di collettività, quindi diventa particolarmente delicato proseguire l’attività garantendo la sicurezza di tutti. In questo periodo erano previsti degli appuntamenti di punta: ciò detto è nostro dovere non farci abbattere il morale. Stiamo studiando la possibilità di tenere comunque aperti i lavori: se dovesse essere approvato il programma offriremo alla città un progetto in streaming“.
Europa Teatri: “Siamo ottimisti”
“Anche noi ci troviamo in difficoltà in questi giorni – sottolinea Lucia Manghi di Europa Teatri -, ma anche noi continuiamo a lavorare. Siamo ottimisti e pensiamo che questa situazione che ci è piovuta addosso si chiarirà. Stiamo ragionando anche noi di trasmettere in streaming alcuni nostri lavori; però ci stiamo riflettendo, soprattutto sul fatto di trasmettere in video performance che sono state concepite per essere attuate come spettacoli dal vivo“.
Teatro del Cerchio: “Sospese moltissime matinée”
“Noi siamo nella situazione più avantaggiata – ha detto ironicamente Mario Mascitelli, direttore artistico del Teatro del Cerchio -, perché non avendo un teatro non abbiamo dovuto sospendere nulla. Però abbiamo dovuto sospendere moltissime matinee in tutta l’Emilia Romagna, perché lavoriamo tantissimo con le scuole. In più, molti dei nostri collaboratori vengono dalle zone limitrofe alla “zona rossa”. Le scuole iniziano a chiederci certificati medici e più che vederci come portatori di cultura ci vedono come portatori di infezione. Essere tutti quanti qui dimostra comunque che Parma è viva e stiamo lavorando tutti per ripartire“.
Teatro Pezzani: “Solidarietà dal nostro pubblico”
“Bisogna essere prudenti ed estremamente rispettosi delle ordinanze emanate – ha aggiunto Ester Cantoni, direttore artistico del Teatro Pezzani – continuando a lavorare per essere pronti, quando sarà possibile riaprire, ad accogliere con fiducia l nostro pubblico che ci sta dimostrando molta solidarietà in questo difficile periodo“.


