Il terremoto non ferma il calcio: i tifosi protestano mentre lo “spettacolo” continua
Ieri sera a Pescara la scossa di terremoto ha interrotto la partita con l’Atalanta; alla…
Ieri sera a Pescara la scossa di terremoto ha interrotto la partita con l’Atalanta; alla ripresa del match i tifosi protestano lasciando lo stadio
Trema (di nuovo) la terra nel Centro Italia e i tifosi del Pescara protestano per la ripresa del match con l’Atalanta. Sono appena passate le 21,15. La seconda scossa di maggiore intensità scuote lo Stadio Adriatico. L’arbitro sospende la gara per qualche minuto. Il terremoto si è sentito chiaramente e il pubblico si è spaventato. 11 mila persone colte alla sprovvista sugli spalti. Alla ripresa dei giochi la Curva di casa si svuota lasciando il settore. Tutto questo in segno di solidarietà e di rispetto verso un evento più grande e importante di una partita di pallone.
Le scuole oggi a Pescara saranno chiuse, ma fortunatamente non si registrano danni ingenti a cose o persone. Ma il calcio comunque è andato avanti nel mezzo di una scossa di terremoto di magnitudo 6. Cosa serve per fermare il calcio? Dai precedenti, neanche la morte riuscirebbe a fermare lo “spettacolo”. E lo sappiamo benissimo noi a Parma cosa successe prima con Sandri, poi con Bagnaresi, quando la maggior parte delle partite di Serie A venivano disputate regolarmente.
“The show must go on”
Ovviamente non mettiamo in discussione la gestione dell’arbitro Guida. Il terremoto non avvisa e arriva quando meno te l’aspetti. E non mettiamo nemmeno in discussione la struttura dello Stadio di Pescara. Ma di fronte a certi eventi ci sono cose ben più importanti di una partita infrasettimanale di campionato. Ormai lo sappiamo tutti. È un business che non si può fermare. È uno spettacolo che deve continuare finché la Lega Italiana lo decide. Se poi i tifosi prendono posizione per rispetto e solidarietà spesso non fa notizia. Conta il risultato della partita. Fanno più notizia la violenza negli stadi, i tafferugli e gli scontri tra i tifosi. Quando si parla di rispetto e solidarietà in pochi ne parlano. Ma i fatti lo dimostrano. In casi come quello di ieri sera il calcio si doveva fermare. Indipendentemente dai morti, feriti e danni causati dalla scossa di terremoto.
Foto: Pescara Sport 24

