Efficienza energetica, la tesi di ricerca è tutta parmigiana: ecco il progetto

Il parmigiano Enrico Bartoletti, studente della Rotterdam School of Management Erasmus University, sta effettuando una Tesi di Ricerca sull’efficienza energetica nelle abitazioni del Comune di Parma. Dalla sua ricerca è emerso che la maggior parte delle emissioni di Co2 nel territorio parmense sono causate dalle abitazioni private della città, un dato che influisce sul cambiamento climatico e sull’ambiente; Dal 2017 il settore residenziale rappresenta il 30.9% dei consumi energetici ed è responsabile del 26.8% delle emissioni di Co2. Lo studente, inoltre, ha pubblicato un questionario anonimo per i cittadini che vorranno esprimere il loro pensiero in merito all’attuale situazione.

Come mai hai deciso di dedicare la tua tesi a questo tema?

Mi sono avvicinato al settore dell’energia perché fino ad ora non avevo idea dell’impatto che avesse sul territorio, di quanto fosse importante efficientare, perché tutti gli altri settori passano poi da questo. Non si può pensare da un giorno all’altro di passare dal petrolio a fonti rinnovabili, non sarebbe fattibile.

Quali sono i lavori di efficientamento energetico che proponi per la città?

Gli interventi evidenziati nel superbonus del Governo, ad esempio, come il rifacimento del capotto termico che, a mio avviso, permette un isolamento più efficace dell’ambiente interno. Risulta inoltre efficace la sostituzione degli infissi di porte e finestre. In questo modo, in un primo momento si riducono i consumi energetici dell’edificio e in un secondo momento, con l’installazione di pannelli solari, si provvede alla soddisfazione del ridotto fabbisogno energetico con fonti rinnovabili. Un altro importante lavoro sarebbe la sostituzione degli impianti di climatizzazione e di produzione d’acqua calda; la pompa di calore sarebbe un’ottima alternativa. Questo aiuterebbe, a livello nazionale, a raggiungere gli obiettivi di de carbonizzazione in quanto poi ogni singolo edificio sarebbe un autoproduttore della propria energia sostenibile.

Come incideranno questi lavori di rimodernamento energetico sull’ambiente e sul cambiamento climatico?

Il settore residenziale è il principale emittente di Co2 e il principale consumatore di energia primaria. Su Parma, il 28% delle emissioni totali è causato da questo settore. A livello Europeo il settore residenziale è stato al centro del green deal (patto europeo per raggiungere la carboneutralità 2050) e occupa uno spazio molto importante. La città di Parma punta al raggiungimento della carboneutralità entro il 2045,  piantando alberi sul territorio per riforestare le zone più adatte compensando le emissioni di Co2.

Quali sono le energie sostenibili su cui conviene puntare?

L’energia attualmente più pronta su larga scala e più conveniente è l’energia solare. L’utilizzo dei pannelli solari, abbinati ad un sistema di accumulo energetico, permette di ottenere un’indipendenza piuttosto elevata. L’installazione di tali pannelli con l’efficienza energetica derivante dalla coibentazione dell’edificio (cappotto termico) ridurrebbe drasticamente il problema delle emissioni di Co2 del settore residenziale. Gli obiettivi al 2045 di emissioni 0 sono da considerarsi al netto, non ci si aspetta di ridurre le emissioni a Zero ma abbassarle il più possibile e compensare il gap con programmi di riforestazione.

Ci sono stati degli incentivi  da parte del Governo per questi interventi?

Il Governo ha erogato il Bonus 110% che permette di ristrutturare quasi gratuitamente le abitazioni. Ha catalizzato completamente l’attenzione del pubblico vista l’altissima convenienza economica, ma la poca fiducia dei cittadini nell’amministrazione pubblica e nelle procedure burocratiche fa si che questo Bonus non venga sfruttato al massimo delle possibilità. Si è verificata una seria mancanza di comunicazione e sensibilizzazione, delle persone e di tutto il sistema industriale, perché è stato erogato un Bonus senza che l’industria si sia adattata a questo tipo di servizio. La mancata sensibilizzazione ha portato a vedere il Bonus 110% solo come un tornaconto economico, tralasciando l’aspetto ambientale.

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