A poco più di un mese dalla conclusione dei giochi delle Olimpiadi di Tokyo2020, siamo riusciti a rintracciare e contattare l’atleta parmigiana Sara Fantini, finalista nella disciplina del lancio del martello, per un’intervista esclusiva. La 24enne, di origini fidentine che gareggia per il CUS di Parma e per le Fiamme Oro dei carabinieri, ci ha raccontato l’atmosfera dietro il magnifico palcoscenico olimpionico e l’indimenticabile emozione di quella meritatissima quanto attesa finale: “Sapevo che sarebbe stata dura, anche perché di fronte avevo campionesse del calibro di Wlodarczyk e Wang, ma ci ho creduto fino all’ultimo e alla fine ce l’ho fatta! Sono riuscita finalmente a coronare il mio sogno; quel sogno che coltivavo fin da bambina: arrivare alle Olimpiadi“.

L’azzurra poi continua dicendo che la finale raggiunta non è altro che un trampolino di lancio, un punto di inizio da cui poter salire sempre di più, allenandosi e preparandosi giorno dopo giorno aspirando a risultati sempre maggiori: ” La finale di Tokyo2020 è stata bellissima ma adesso devo guardare avanti. Il prossimo obiettivo è il Mondiale 2023 di Budapest, dove punto ad entrare nella top 8, aspettando poi le Olimpiadi di Parigi del 2024. Se penso che la competizione si terrà tra soli 3 anni, mi viene la pelle d’oca“. Un lavoro davvero infinito, dunque, quello della Fantini che, solo dopo un piccolo periodo di meritata pausa estiva, riprende i suoi allenamenti alla ricerca della perfetta forma in vista delle prossime gare.

Raccontaci un po’ di te: come nasce la tua passione per l’atletica ed in particolare per il lancio del martello?

Fin da bambina ho sempre coltivato l’amore per lo sport, probabilmente perché provengo da una famiglia di sportivi. A dire il vero, il primo sport che ho praticato è stato il tennis ma non è mai riuscito ad entrare nel mio cuore. La cosa bella e allo stesso tempo strana, era che già dall’età di 8 anni il mio unico e grande sogno era quello di partecipare alle Olimpiadi. Proprio per questo, pian piano, mi sono avvicinata al mondo dell’atletica, affrontando diverse discipline: all’inizio mi sono lanciata nella corsa, provando sia i 100 metri che i 100 metri ad ostacoli, poi è arrivato il turno del lancio del disco. Poi, per puro caso, ho incominciato ad allenarmi anche nel lancio del martello, scoprendo finalmente la mia vera ispirazione. C’è da dire che, a confronto delle altre martelliste, la mia carriera da atleta professionista in questa disciplina è iniziata davvero tardi, poiché mi sono avvicinata a questo mondo quando avevo 16 anni; un’età relativamente avanzata se pensiamo che la maggior parte delle campionesse comincia già ad 11 anni. Per fortuna, questo non è stato motivo di sconforto, anzi, mi ha aiutato parecchio, dandomi maggiore carica e grinta negli allenamenti.

Parlando di allenamenti: come si svolge un tuo allenamento tipico? Hai qualcuno che ti segue e consiglia?

Diciamo che il mio allenamento si suddivide in 2 parti fondamentali: la prima è quella dell’allenamento standard che faccio durante tutto l’anno. Io mi preparo dal lunedì al venerdì a Bologna dove faccio sia potenziamento sul campo, sia fisioterapia. Questa poi è importantissima per noi atleti poiché ci aiuta a non avere infortuni gravi durante l’anno. Negli allenamenti su campo, faccio tantissima tecnica per affinare le doti, i movimenti e anche per rinforzare i miei punti deboli. L’altra parte di allenamento, invece, è quella che dura pochi mesi e consiste nella rifinitura e qualità degli esercizi. Questa seconda fase la applico principalmente quando sono vicina ad una gara importante, così da arrivare alla competizione nella maniera ottimale. Proprio le ultime settimane, prima della partenza per Tokyo2020, sono state davvero intense e mi sono servite per migliorare parecchio la qualità d’esecuzione. Rispondendo alla seconda domanda: si, anche io come tanti altri atleti, ho un allenatore che mi segue durante la settimana, ossia Mariella Vaccari. Grazie a lei ed al mio compagno d’allenamento, Lorenzo del Gatto, sono cresciuta tantissimo in questi anni e colgo anche l’occasione per ringraziarli calorosamente del lavoro svolto insieme.

Passando al capitolo Olimpiadi: quale è stata la tua prima sensazione appena arrivata a Tokyo2020?

Tutto è stato fantastico dall’inizio alla fine, anche perché andare alle Olimpiadi era il mio sogno fin da piccola. Ovviamente il percorso fatto per arrivare a Tokyo2020 non è stato per nulla semplice: le selezioni sono state durissime e si sono svolte tra maggio e giugno. La cosa fondamentale, durante quel periodo, era mantenere alta la concentrazione e stare attenti ad ogni minimo dettaglio, anche perché sapevo che una piccola sbavatura mi sarebbe costata cara. Alla fine, però, sono riuscita ad entrare per pochissimo e la convocazione è stata davvero emozionante. La cosa più strana era che fino a qualche giorno prima della partenza, mi sentivo normale, quasi come se non dovesse succedere niente, ma poi, durante il viaggio, è salita l’emozione mentre continuavo a chiedermi se fosse tutto reale o meno. Per fortuna questa sensazione di euforia è durata per tutto il tempo dei giochi, il che mi ha permesso di vivere la manifestazione a 360°, dandomi sempre molta grinta e carica, anche durante la mia gara. È stata davvero un’esperienza bellissima che mi porterò dietro per tutta la vita. Un’esperienza positiva migliorata anche dal fantastico gruppo che si è poi venuto a creare tra tutti noi atleti italiani: sembrava una vera e propria famiglia allargata, un team coeso e compatto, fatto di persone gentili e cordiali che hanno consentito di vivere il villaggio olimpico con molta più leggerezza.

Poi inizia la gara ed arriva la finale olimpionica: raccontaci un po’ come è andata e come l’hai vissuta

La prima qualifica era in programma alle 9 del mattino e per me, che non sono super mattiniera, è stata un po’ dura da affrontare ma, per fortuna, è andato tutto bene. Poi sono arrivate le semifinali e lì ho incontrato le prime campionesse, anche se alcune già le conoscevo. È stata una grandissima emozione scendere in campo e performare insieme alle altre ma l’assenza del pubblico ha sicuramente inciso sulle prestazioni di molte di noi. A volte si pensa che le persone influiscano negativamente sulle gare delle atlete, invece è il contrario: la gente che tifa per te e ti guarda, ti da una carica in più e tanta adrenalina da scaricare. L’organizzazione, comunque, è stata perfetta ed impeccabile, infatti non abbiamo avuto mai problemi durante le gare ed il tutto è stato gestito nei minimi dettagli. La finale poi è stata stupenda anche se non sono riuscita ad andare oltre il 12esimo posto; d’altronde sono ancora molto giovane ed ho tanto da imparare. Mi impegnerò il più possibile in questi anni per migliorare il risultato di Tokyo2020 e raggiungere le più forti, contando non solo sul lavoro fisico, ma anche mentale e psicologico che, la maggior parte delle volte, risulta decisivo nelle grandi competizioni.

E noi crediamo nelle tue potenzialità. Quali sono, invece, i tuoi prossimi obiettivi ?

Sicuramente, le competizioni più vicine sono il Mondiale di atletica in Oregon e gli Europei di Monaco dell’anno prossimo, per le quali proverò a migliorarmi e a raggiungere la finale. Ovviamente non sarà facile, ma con un buon allenamento e con impegno, penso di riuscire nello scopo. Poi dopo, senza neanche un attimo di respiro, tornerò ad allenarmi per i mondiali di Budapest del 2023 dove un podio sarebbe gradito, poi dritti verso le prossime Olimpiadi di Parigi2024, che sembrano davvero dietro l’angolo e alle quali tenterò l’assalto alla Top 8; d’altronde, perché non puntare in alto? A volte, quando mi soffermo a pensare e realizzo che la competizione olimpionica si terrà tra soli 3 anni, mi viene la pelle d’oca, dato che siamo sempre stati abituati a vederla ogni 4. Spero di poter ritrovare tutti i compagni di questa avventura spettacolare di Tokyo2020, sperando di rivivere tutte le emozioni di questa fantastica competizione.

©riproduzione riservata