Traversetolo, il 3 febbraio “Lo stato di ebrezza” di Valerio Varesi
Mercoledì 3 febbraio alle ore 21,00 Valerio Varesi, giornalista e scrittore, presenta il suo ultimo […]
All’interno della rassegna “Appunti letterari: incontri con gli autori“
Mercoledì 3 febbraio alle ore 21,00 Valerio Varesi, giornalista e scrittore, presenta il suo ultimo lavoro dal titolo “Lo stato di ebbrezza” ed. Frassinelli, 2015.
L’incontro con l’autore da il via alla rassegna “Appunti letterari: incontri con gli autori” promossa dall’Assessorato alla Cultura e Biblioteca comunale presso il Centro civico La Corte Bruno Agresti. La rassegna prevede un totale di dieci incontri che tra febbraio e maggio vedranno scrittori e autori intervenire su attualità e tematiche di interesse pubblico per la cittadinanza.
L’ingresso è libero.
Sinossi:
“Domenico Nanni è un uomo che sta facendo i conti con se stesso. A sessant’anni anni, si guarda indietro e quello che vede è l’immagine di chi non si è fatto scrupoli ad arraffare tutto ciò che poteva, senza nulla in cui credere se non successo, potere, denaro. Presto orfano di padre, cresciuto da una madre che ha sgobbato per potergli garantire un’istruzione, negli anni Sessanta Domenico sposa gli ideali rivoluzionari, forse più per il desiderio di essere come gli altri che per convinzione. Giornalista di nera a l’Avvenire, per un po’ se ne sta a guardare, ma ben presto inizia a cedere alle lusinghe di chi ha capito che non si vince più con le idee ma con la prepotenza. Con gli anni Ottanta inizia il gran ballo, e molti pensano a riempirsi la pancia, con buona pace di sogni e utopie. Nanni è uno di quelli. Con l’ascesa del Partito Socialista e la vittoria di una politica del bengodi, salta sul carro del vincitore e si reinventa come pierre, perché “se la fame non c’è, bisogna ingolosire”. Un teatrante che vende idee ammantandole d’oro. Si sporca le mani con la politica, l’industria, la finanza, e così attraversa gli ultimi quarant’anni della storia italiana. E la sua parabola diventa metafora di quella del nostro Paese. Fino a uno sconvolgente rigurgito di coscienza che regala al lettore uno sguardo affilato e spietato su una Grande Bellezza che ci ha lasciati con un gran carico di immondizia“.

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