Mostra Brozzi

A Traversetolo, la mostra “Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento” è visitabile attraverso un’esperienza immersiva a 360 gradi nonostante il museo chiuso. L’evento è reso possibile attraverso un virtual tour su portale e App di Parma 2020+21 (sezione Cultura Aperta). Accompagnati dalla curatrice Anna Mavilla, i partecipanti potranno inoltrarsi tra le sculture di animali all’interno delle sale del museo Brozzi, dove è allestita l’esposizione promossa dal Comune di Traversetolo e patrocinata da Parma Capitale Italiana della Cultura. Per chi è in possesso della Parma Card, che al prezzo simbolico di 5 euro permette di visitare virtualmente le principali mostre in cartellone, è quindi offerta per la prima volta una panoramica globale sulla scultura animalier in Italia.

Nel museo dedicato al “più grande animaliere italiano dopo il Pisanello”, come lo definì Gabriele D’Annunzio, sono rappresentati i lavori di tutti gli scultori attivi nell’arco temporale della vita dell’artista di Traversetolo. Con la cura di Alfonso Panzetta, la mostra si evolve seguendo il criterio delle affinità tipologiche. In pratica, sono state accostate le opere che trattano la stessa tipologia animale, indipendentemente dalla datazione dell’opera o dall’autore, per mettere in evidenza le differenti sensibilità animalier delle sculture nel trattare lo stesso soggetto. Il grande gesso della “Cerva del Porto di Rodi”, che Brozzi realizzò nel 1939, si trova al piano terra, accogliendo così i visitatori che vi fanno ingresso. Tra il primo e il secondo piano, poi, si incontrano la sala dei cani, quella dei gatti, e ancora animali da cortile e animali esotici, opere di oreficeria, equidi, bovini e caprini, uccelli, scimmie, grandi felini.

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