Un nuovo ingresso, con due nuovi portali, su piazza Fanfulla per il museo Renato Brozzi: un “ritorno alle origini”, in realtà, con il ripristino dell’ingresso naturale e indipendente del museo rispetto alla Corte civica “Bruno Agresti”, che gli garantirà maggior indipendenza negli orari, più visibilità e una migliore accessibilità. Il museo Renato Brozzi di Traversetolo ha inaugurato sabato 12 novembre 2022 alle ore 16.30 il nuovo accesso su piazza Fanfulla (in precedenza l’ingresso era all’interno della Corte civica); con questo passaggio, l’amministrazione comunale ha aggiunto un tassello in più all’opera di riqualificazione e valorizzazione portata avanti da tempo sulla struttura museale dedicata a uno dei suoi concittadini più illustri, lo scultore, incisore e orafo Renato Brozzi.

l progetto ha comportato la rimodulazione delle sale interne di accoglienza dei visitatori e delle visitatrici, che sono state anche arricchite con fotografie dell’artista traversetolese e con pannelli esplicativi. La sistemazione dell’ingresso è legata anche al nuovo “disegno” dell’incrocio di piazza Fanfulla, che ha visto la creazione della mini rotatoria, e alla risoluzione di un contenzioso ereditato dalla Giunta Dall’Orto. La proprietà dell’area cortilizia nel corso degli anni aveva più volte chiesto alle amministrazioni comunali di ripristinare la situazione antecedente la riqualificazione della Corte, attraverso la chiusura della porta. Per mantenerla e creare il nuovo accesso del museo, l’amministrazione comunale e la proprietà privata hanno raggiunto un accordo, legittimando l’apertura della porta, acquisendo la parte di area cortilizia dove è stato creato il portale d’ingresso del museo, che è diventata pubblica, e permutando, a compensazione, una piccola porzione della strada.

Proprio ricordando il contenzioso, il sindaco Simone Dall’Orto ha affermato: “L’attuale amministrazione ha accolto la sfida, per dare al museo, conosciuto a livello nazionale e non solo, un ingresso degno”, ha ricordato il contributo di Conad per i costi sostenuti e ha portato i saluti di Vittorio Sgarbi, attuale sottosegretario alla Cultura, di recente in visita al museo e interessato alle vicende della struttura. “La realizzazione di questi portali – ha poi sottolineato il vicesindaco con delega alla Cultura Elisabetta Manconisi inserisce nell’obiettivo che si siamo dati per il museo, cioè un lavoro lento e costante di conservazione e valorizzazione di ciò che vi è custodito. Per dare risalto sia a Renato Brozzi che agli artisti che lo hanno accompagnato, locali e nazionali”.

Un portale contemporaneo, frutto di un lavoro di mediazione e di collaborazione con la proprietà”: così ha definito l’esito l’architetto Maria Cristina Curti, del gruppo di lavoro che si è costituito intorno al progetto, nato da una serie di collaborazioni che erano nate come docenti del liceo artistico Toschi. Dal punto di vista architettonico l’intervento di riqualificazione valorizza la porta ovest d’ingresso al museo con elementi semplici e rispettosi delle linee sobrie dell’antico edificio padronale, eretto nel complesso di origine secentesca e ampliato nei secoli successivi fino alla prima metà del Novecento. Il progetto ha previsto la sottolineatura della porta e dell’area d’ingresso con una sorta di portali “minimalisti“ in ferro. Un primo portale, esterno al fabbricato, rivolto su piazza Fanfulla, funge da segnaluogo e passaggio dalla strada alla piccola area cortilizia antistante la porta. Un secondo portale-tettoia incornicia la porta d’ingresso al museo, in modo da evidenziarne la visibilità mantenendo la sobrietà che caratterizza questi fronti e l’edificio nel suo insieme. I portali, in materiale di forte impatto come il “corten”, accrescono sia l’identità dell’ingresso sia la sua visibilità. È stata prevista la finitura naturale, lasciando formare la patina dovuta al processo di ossidazione con la sua colorazione ruggine che conferisce al materiale un effetto non solo estetico ma anche protettivo. Sulla facciata è infine stata posizionata l’iscrizione “Museo Renato Brozzi” composta con singole lettere in metallo fissate nella zona superiore. Tra il portale esterno e il portale tettoia è stata realizzata una rampa per colmare la differenza di quota tra il pavimento delle sale interne, l’area esterna e la piazza ai fini di abbattere le barriere architettoniche e permettere l’accesso alle persone con ridotta o impedita capacità motoria.