Nei piccoli centri di Montagna e in altre zone disagiate, i disagi si sommano ai disagi: nel periodo di emergenza Covid19 gli sportelli postali, che venivano prima aperti tre giorni alla settimana hanno avuto la riduzione addirittura ad un solo giorno di apertura. A segnalarlo è il responsabile regionale della montagna di Fratelli d’Italia Rodolfo Marchini, che ha chiesto ed ottenuto l’intervento del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri.

Tagliaferri ha messo in risalto le varie criticità che emergono nel piano industriale di Poste italiane, “che tende a fare cassa a discapito del servizio“. “Le 53 chiusure di Uffici in tutta la Regione (di cui 11 in provincia di Parma) e le 34 “razionalizzazioni” aggravano una situazione già insostenibile“, spiegano gli esponenti di FdI sottolineando “come gli organici previsti, oltre ad appesantire ulteriormente il carico di lavoro, siano largamente insufficienti a rendere un servizio puntuale per gli utenti specialmente nei territori economicamente più deboli, come quelli di Montagna“.

Dopo aver rimarcato che Poste Italiane non tiene conto del parere dell’Autorità del Garante delle comunicazioni, assolutamente contrario alla limitazione dell’orario di lavoro negli uffici postali delle aree svantaggiate, il consigliere Tagliaferri ha interrogato la Giunta regionale per chiedere se è a conoscenza delle problematiche e se intenda promuovere un incontro con Poste italiane per esaminare il problema e trovare soluzioni condivise che possano ridurre al minimo i disagi dei cittadini e delle attività, ripristinando le tre aperture settimanali per un servizio essenziale per il territorio, com’era nella situazione pre Covid19.

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