Ugo, il Labrador di Parma che ha salvato i cuccioli della sua padrona
LA STORIA DI UGO | Una storia incredibile che racconta ancora una volta il legame inscindibile che può nascere tra essere umano e animali
Una storia incredibile che racconta ancora una volta il legame inscindibile che può nascere tra essere umano e animali; la storia di Ugo, il Labrador che salvò i propri padroncini quando rischiarono di affogare
PARMA | Una storia simile a tante già sentite raccontare? Forse si, ma che ci conferma una volta in più e senza stancarci di quanto sia importante coltivare rapporti profondi con il mondo animale. Una storia a lieto fine quella di Ugo e la sua famiglia che in vacanza sfiorarono la tragedia: ma lo sappiamo, i nostri amici a quattro zampe sono animali straordinari che, oltre che fedelissimi membri del branco famigliare, nei momenti di difficoltà sanno tirare fuori (come veri e propri eroi) energie e istinto di sopravvivenza per se è per i propri amati.
Era l’estate scorsa, esattamente un anno fa, quando Ugo e la sua famiglia in villeggiatura al mare trascorrevano la consueta vacanza rilassante: tutto regolare e come meglio non si sarebbe potuto desiderare quando, durante un tuffo dagli scogli forse troppo pericoloso per i due bimbi non ancora esperti, la corrente del piccolo golfo è aumentata, forse per un passaggio di una imbarcazione poco distante. I due bimbi, in difficoltà nel nuotare fino a riva e scavalcati dalle onde, hanno subito gridato chiedendo aiuto in direzione della spiaggia a una cinquantina di metri da loro. Nemmeno da dire: il più attento al richiamo dei padroncini è stato subito il cucciolo di casa. Ugo, allora di otto mesi di età, come una scheggia si è catapultato sugli scogli da dove i bambini si erano tuffati, buttandosi a sua volta tra le onde per soccorrerli e riportarli a riva.
Non solo un’azione istintuale: il Labrador panna si è rivolto prima al più piccolo dei due più in difficoltà intanto che l’altro, più esperto, dimostrava di riuscire a cavarsela da solo. Prendendo il padroncino per un braccio – con grande delicatezza e senza “stringere” ha poi raccontato il piccolo – Ugo lo ha trascinato nuotando fino ad acque più tranquille e lontane dagli scogli. Qui il bambino ha potuto nuotare con calma ed essere aiutato anche dai genitori che nel frattempo erano a loro volta si erano precipitati per soccorrerlo. In salvo il primo, Ugo è corso a sincerarsi dello stato di salute de secondo già a riva. Un super salto in braccio al suo amico e poi la consueta strizzata di pelo che ha innaffiato tutti i presenti preoccupati.
Insomma, una storia forse come altre già lette ma che ci insegna – non avessimo già avuto modo di comprenderlo – che i cani e tutti i nostri amici animali sono in grado di sviluppare un senso di fedeltà, affetto e energie straordinarie per proteggere e preservare il loro ambiente famigliare e di brando. Ecco un buon motivo per lanciare, visto il periodo estivo, l’ennesimo appello contro l’abbandono e il maltrattamento animale: con sarcasmo – se non per rispetto e civiltà come dovrebbe essere – per utilità, dimostrato che loro non ci abbandonerebbero mai.
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