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Il gruppo di ricerca sulle Malattie Infettive dell’Università di Parma ha ricevuto finanziamenti dalla commissione europea, grazie al programma “Horizon 2020“, che ammontano a più di un milione di euro per la ricerca sull’epatite B. Il progetto, SC1-BHC-14-2019 “Stratified host-directed approaches to improve prevention, treatment and/or cure of infectious diseases”, Research and Innovation Action, nasce dall’unione di due gruppi di studio e ricerca: quello dell’Università di Parma coordinato dal prof Carlo Ferrari e quello del Service d’Hepatologie et Gastroenterologie e del Cancer Research Center dell’Università di Lione coordinato dal prof. Massimo Levrero.

Il virus dell’epatite B è un problema che nel mondo interessa più di 250 milioni di pazienti e chiede cure tempestive per scongiurare lo sviluppo di patologie gravi come la cirrosi e il tumore epatico. Le attuali terapie per l’epatite B si basano su farmaci che inibiscono direttamente la replicazione del virus. Gli studi fatti sui meccanismi di protezione anti-virale suggeriscono la possibilità di curare l’epatite B modulando l’azione anti-virale del sistema immunitario. Il gruppo di ricercatori di Parma si occupa di monitorare i risultati di alcune nuove molecole ad effetto immunomodulante, sul funzionamento del sistema immunitario dei pazienti infetti e attualmente lavora anche sullo sviluppo di un vaccino-terapeutico per l’epatite B.

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