Anche quest’anno il Comune di Varano de’ Melegari commemorerà l’Eccidio del Dordia, strage nazifascista in cui persero la vita 18 giovani tra partigiani e civili il 10 gennaio 1945. Nel rispetto delle norme in vigore per la pandemia da Covid-19 gli eventi si terranno in parte in presenza e in parte online. Domenica 16 gennaio 2022, alle 9.45 la deposizione della corona al Cimitero Comunale di Varano e alle 10.00 la commemorazione ufficiale nel piazzale antistante il Palazzo Comunale. La mattinata proseguirà alle 11.00 con la S.Messa in suffragio dei caduti, accompagnata dal Complesso Bandistico Fornovese. Per l’occasione, sulla pagina Facebook del Comune di Varano sarà pubblicato il video-messaggio del Sindaco Restiani; e sulla pagina Facebook di ANPI Varano sarà pubblicato il video “La memoria non è solo un dovere ma una nostra necessità per imparare a vivere”, realizzato in collaborazione con le classi terze dell’istituto Comprensivo Valceno.

L’eccidio del Dordia

Nel gennaio 1945 reparti militari tedeschi e fascisti risalirono in forza le alti valli del Taro, del Ceno e dello Stirone, in quello che viene ricordato come il “grande rastrellamento d’inverno”. Strade e sentieri, boschi e fiume, case e cascinali, furono passati al setaccio dai soldati in assetto di guerra decisi a ripulire quei monti dalla presenza partigiana. Al loro passaggio i soldati lasciarono dietro di sé distruzione e violenza di ogni genere contro chiunque appartenesse alla Resistenza o che solo fosse sospettato di collaborare con essa. Numerosi partigiani riuscirono a sottrarsi alla cattura grazie all’ordine di nascondersi e indietreggiare dettato dal comandante della 31ª Brigata Garibaldi, Trasibulo (Ettore Cosenza) tuttavia una parte cadde ugualmente nelle mani dei rastrellatori, come capitò a diciotto giovani a Varano de’ Melegari che si erano rifugiati in un cascinale appartato in località Ca’ Cornali anche a causa delle abbondanti nevicate di quei giorni. Sorpresi dai nazifascisti all’interno del gruppo di case nella piccola valle del Dordia, vennero condotti lungo un sentiero che porta verso la provinciale, dove però non giunsero mai. A metà strada furono fatti fermare e disposti a semicerchio furono fucilati senza pietà. Dopo la scarica di mitragliatrice, i nazifascisti passarono ad uno ad uno i corpi con un colpo di grazia alla testa, che valse la vita ad una delle vittime che si era buttato a terra fingendosi morto dopo la raffica. Tutti morti, tranne Antonio Biggi che venne temporaneamente risparmiato; doveva trasportare il materiale militare in dotazione al reparto. Ma si trattò solo di una questione di tempo. Giunti in fondovalle anch’egli subì la medesima sorte dei suoi compagni; la fucilazione avvenne lungo le rive del fiume Ceno nei pressi del centro abitato di Varano de’ Melegari. A destare scalpore oltre che alla barbaria in sé, fu soprattutto la giovanissima età di alcune delle vittime.

Le vittime

  • Alfredo Camorali (27 anni)
  • Luigi Rovelli (19 anni)
  • Renzo Frambati (18 anni)
  • Giulio Dalla Chiesa (18 anni)
  • Settimio Bertocchi (15 anni)
  • Bruno Dodi (25 anni)
  • Ugo Bernazzoli (23 anni)
  • Ugo Bonnini (22 anni)
  • Sergio Mordaci (21 anni)
  • Antonio Mazzocchi (18 anni)
  • Franco Furoncoli (20 anni)
  • Renato Bugelli (18 anni)
  • Armando Pagliari (Salsomaggiore, 19 anni)
  • Ennio Valenti (17 anni)
  • Ennio Bonardi (17 anni)
  • Giulio Rovacchi (21 anni)
  • Enrico Bertocchi (16 anni)
  • Antonio Biggi (18 anni)

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