
Un’apertura che divide, c’è anche chi chiede un abbonamento

Chi l’ha detto che nessuno crede più nella montagna? dopo il nuovo Polo Ceramico di Borgotaro a Varsi arriva il nuovo Centro Massaggi. Ovviamente il paragone è azzardato, il passo è lungo e volutamente fatto per sottolineare l’analogia tra chi vede un possibile ritorno economico investendo in montagna.
E’ il caso del nuovo centro massaggi, gestito da giovani ragazze cinesi, che hanno deciso di aprire una nuova attività a Varsi. Secondo la Curia questo centro metterebbe a rischio “la stabilità delle famiglie di Varsi” e l’apertura dovrebbe essere quindi scongiurata. Le titolari, quelle visibili nella foto, sostengono invece che si tratti di un “lavoro onesto che aiuta le persone“.
“Dopo Piacenza apriamo a Varsi, dove manca questo servizio“. Questa la volontà espressa dalle giovani orientali. Alla base della divisione c’è il fatto che questa tipologia di attività molto spesso maschera pratiche “non legali”, almeno nel nostro Paese. Le reazioni suscitate sul web alla diffusione di questa notizia sono state le più disparate: c’è chi scherzosamente chiede di poter sottoscrivere un abbonamento, che sottolinea il carattere “cosmopolita” di Varsi, chi accusa gli oppositori di bigottismo e chi rimane molto scettico.
La realtà ci parla sicuramente di una legislazione da aggiornare, a Varsi come a Roma, per permettere a chi esercita queste attività di farlo alla luce del sole, ricevendo controlli fiscali e sanitari.
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