Vigili del Fuoco di Parma: unità in deficit e caserme irrealizzate | INCHIESTA

Il Governo ha stanziato fondi per l’aumento degli stipendi, ma rimangono aperte le questioni che riguardano la carenza di personale e i mezzi obsoleti

di Andrea Adorni, Chiara Corradi, Greta Magazzini

Lo scorso mese di novembre è stato caratterizzato da alcune prese di posizione importanti da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con manifestazioni in tutte le città italiane e anche davanti a Montecitorio, guidate dallo slogan “Sciopero e Soccorso”. Alla luce di quanto accaduto abbiamo fatto il punto sulla situazione di Parma e Provincia, che presenta diverse criticità dal punto di vista della carenza del personale e dalla mancanza di mezzi adeguati e caserme attrezzate, sopratutto sul territorio provinciale. Nelle piazze italiane i Vigili del Fuoco, supportati dai sindacati, hanno chiesto una migliore retribuzione e una previdenza che riconosca il ruolo specifico del Corpo in termini di rischio al pari degli altri Corpi dello Stato, oltre che una diversa copertura assicurativa che dia maggiori garanzie assistenziali in caso di infortuni e ne riconosca le malattie professionali che riguardano il personale.

Dai dati di Cgil, FNS Csil e Uilpa emerge che a Parma mancano circa trenta unità nelle caserme di Parma e Provincia: “Una mancanza – spiegano i sindacati – che riduce sensibilmente il dispositivo di soccorso e quindi anche la risposta efficace ed efficiente ai cittadini, richiamando il personale operativo in servizio a carichi di lavoro superiori alla media“. Ad oggi il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ha sede a Parma, nella caserma di via Chiavari: in città, un gruppo di pompieri è presente anche nel distaccamento dell’Aeroporto G.Verdi; mentre in Provincia due sedi sono presenti a Fidenza (distaccamento permanente) e a Langhiano (distaccamento permanente) e una terza – di Vigili del Fuoco Volontari – a Borgotaro. Negli anni sono state fatte programmazioni per la creazione di nuove caserme, sopratutto sul territorio provinciale: un distaccamento permanente a Fornovo di Taro; uno misto a Roccabianca e altri volontari a Bedonia, Traversetolo e Palanzano. Tra questi la richiesta oggi è ancora aperta – da parte delle Istituzioni – per il distaccamento di Fornovo, mentre da parte di alcuni cittadini permane anche la richiesta per Roccabianca.

Nella sede centrale del capoluogo – proseguono le sigle sindacali – sono presenti mediamente una sola squadra completa da intervento di 5 unità e due squadre di appoggio di 2 unità ciascuna che devono supportare anche i distaccamenti periferici di Fidenza e Langhirano dove è presente una sola squadra di 5 unità. Mancano mezzi efficienti di colonna mobile – continuano nella loro denuncia – ed abbiamo in servizio per tutto il territorio una sola autoscala che ha ormai 23 anni di età“. Sulla questione è intervenuto anche il presidente della provincia Diego Rossi, che pur non avendo competenze dirette in materia ha sottolineato l’importanza della presenza dei Vigili del Fuoco sul territorio: “Il loro ruolo è sempre di grande rilevanza, sia nei momenti quotidiani che nei momenti di emergenza. La loro presenza – ha affermato – è sempre elemento di sicurezza, vissuto con grande vicinanza da parte di tutta la popolazione. Anche per questi elementi di conoscenza diretta del lavoro di questo Corpo, sia nella componente effettiva che volontaria, comprendo e mi sento di sostenere le ragioni che portano alle rivendicazioni avanzate. Credo che, al di la’ delle richieste contrattuali sulle quali lascio a chi di competenza, sia giusto aver sempre presente le peculiarità delle attività svolte dai Vigili del Fuoco, con gratitudine ed attenzione“.

Una situazione che presenta, senza dubbio, situazioni di criticità e sulla quale abbiamo cercato di fare luce per ciò che concerne il territorio parmense. Da parte del Governo, intanto, è arrivata una prima risposta agli scioperi del Corpo: sono stati stanziati, infatti, 165 milioni di euro per garantire nei prossimi anni l’equiparazione stipendiale dei VVF alle altre Forze dell’Ordine. Ma la strada è appena iniziata…

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Il distaccamento di Fornovo: un progetto da rifare

Della necessità di avere una Caserma dei Vigili del Fuoco a Fornovo se ne parla da circa 15 anni. La prima Amministrazione ad ipotizzarne la costruzione fu quella guidata da Fiorenzo Bergamaschi (2004-2009). Il distaccamento, posto idealmente ai piedi della Val Taro, permetterebbe alle squadre d’intervento di operare tempestivamente grazie alla posizione strategica occupata dal Comune. Purtroppo, nonostante il progretto “Soccorso Italia in 20 minuti” avesse previsto la realizzazione dell’edificio, ad oggi non si è ancora giunti all’inizio dei lavori. Anche se la seconda Amministrazione Grenti (2014-2019) è andata molto vicino a raggiungere l’obiettivo.

Come confermatoci dall’ex primo cittadino, Emanuela Grenti, il Comune aveva individuato un’area di realizzazione ed era riuscita ad ottenere le risorse previste. “Siamo anche andati a parlare al Ministero dell’Interno – spiega l’ex Sindaca -, dato che avevamo trovato i luoghi idonei dove costruire le strutture. Avevamo anche il parere positivo della aziende presenti sul territorio, che erano disposte ad investire in attrezzature, ma il progetto è naufragato per mancanza di personale. Il Ministero doveva deliberare un aumento di personale, ma Fornovo non rientrava tra le priorità, nonostante la presenza del casello autostradale che rende il paese un punto strategico. Per quanto mi riguarda il problema è di natura politica, perché i rappresentanti del territorio dovrebbero cercare di fare di più“.

Il progetto portato avanti dalla Giunta Grenti, non ha visto quindi compimento e l’area destinata a tale scopo è stata venduta. Allo stato attuale, quindi, la programmazione legata alla Caserma di Fornovo è completamente da rifare. Come ammesso anche dall’attuale Sindaco, Michela Zanetti, in carica da maggio 2019: “I presupposti sono cambiati completamente, nel nostro programma elettorale è previsto un nuovo progetto per realizzare la caserma, ma vorrei coinvolgeri tutti i Sindaci del territorio per far capire alle autorità che si tratta di una necessità comune. In questi cinque anni lavoreremo in questa direzione“.

E quello di Roccabianca nell’ex scuola di Stagno

La questione della costruzione della Caserma dei Vigili del Fuoco a Roccabianca ha origine qualche anno fa. Si parla del distaccamento infatti, dai primi anni 2000, quando è emersa la necessità della presenza dei pompieri nel territorio di Roccabianca, un Comune di meno di 3000 abitanti a 35 km circa da Parma, luogo raggiungibile dai Vigili del Fuoco in caso di emergenza in tempi piuttosto lunghi. Sulla problematica quindi, si sono susseguite diverse amministrazioni, e fare luce sul problema è difficoltoso.

L’attuale sindaco di Roccabianca, Alessandro Gattara, ha infatti definito la questione della caserma come una “faccenda di 20 anni fa“. Sarebbe nata da un finanziamento di 150 mila euro da utilizzare in un edificio fatiscente: lo spazio inizialmente indicato per la costruzione del distaccamento sarebbe infatti stato quello dell’ex scuola Stagno. Gattara ha poi affermato di non aver mai ricevuto richieste in merito alla costruzione della caserma dei vigili del fuoco, sia adesso che nell’ex amministrazione in cui era vicesindaco. La sua opinione è che un comune di 3000 abitanti non per forza debba avere una caserma, poiché altrimenti il problema non riguarderebbe soltanto Roccabianca. Sul fatto però che ci siano tutt’oggi lamentele e richieste riguardo il “riprendere in mano i lavori“, il Primo Cittadino afferma che comunque non è presente nessun recente documento ufficiale che menzioni la costruzione della caserma.

L’ultima delibera del comune in cui si menziona la nuova caserma di Roccabianca infatti, risale al 2007. Allora il sindaco era Giorgio Quarantelli, che ha affermato che per la caserma dei VVF nel territorio comunale c’era in effetti il progetto e in teoria anche i fondi necessari per costruirla. Ci fu infatti una riunione con il comandante dei vigili, che faceva ben sperare in un “via ai lavori” imminente. Tuttavia, continua l’ex sindaco, “i fondi dal Ministero che dovevano arrivare non sono arrivati“. Sembra infatti che siano stati destinati ad altre opere pubbliche, soprattutto per la ricostruzione dopo le devastazioni di calamità naturali, come i terremoti. “A me e alla mia amministrazione comunale è dispiaciuto, ma non si è potuto procedere con i lavori perché non era sufficiente il finanziamento poi diretto effettivamente all’ex scuola”.

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I Vigili del Fuoco a Parma: gli interventi più importanti del Corpo voluto da Maria Luigia

Gli “antenati” dei Vigili del Fuoco a Parma vennero istituiti nel 1822 dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria che, nel Ducato di Parma e Piacenza, creò il primo plotone di artiglieri-pompieri. Tre anni dopo, nel 1825, nacque il Corpo Pompieri, sul modello francese, dislocato nell’ex Convento dei Servi. Nel 1844 la Caserma venne trasferita nell’ex Convento delle Bajarde: a questa si aggiunse anche una caserma in Oltretorrente, nei pressi di Piazzale Inzani. La situazione rimane pressochè uguale fino al 1903, quando il Comune istituisce le Guardie-Pompiere, dipendenti comunali che esplicano la duplice attività di polizia e servizio incendi; nel 1910 gli viene assegnato il primo veicolo a motore e nel 1924 il Comune riforma il Corpo Pompieri trasferendolo nella nuova caserma di via Gorizia.

Grazie al vice Comandante Oreste Diemmi, il Corpo Pompieri di Parma raggiunge altissimi livelli di preparazione tecnica e si aggiudica vari tornei pompieristici nazionali. Nel 1930 viene assegnata al Corpo dei Pompieri comunali di Parma la medaglia d’argento al valor civile per un intervento effettuato in occasione di un’esplosione in un fabbricato in via Emilia Est, dove morirono 27 persone. Nel 1935 i Pompieri vengono posti alle dipendenze del Ministero dell’Interno e nel 1938 diventano Vigili del Fuoco. Nel 1944, per evitare che i bombardamenti colpissero la caserma di via Gorizia, i VVF vengono disloccati a Gaione: durante la guerra sono duramente impegnati nei soccorsi alla popolazione. Nel 1992 il Comando Provinciale VVF viene trasferito nella nuova caserma in via Chiavari e nel 2000 viene assegnata al Comando Provinciale di Parma la medaglia di bronzo al valor civile per un intervento effettuato in occasione di un grave incidente ferroviario a Solignano.  

Ai distaccamenti già menzionati vanno aggiunti, poi soppressi negli anni sessanta, quelli di Salsomaggiore Terme e di Busseto. Dalla loro creazione il Corpo dei Vigili del Fuoco di Parma ha prestato servizio anche fuori dai confini territoriali: in particolare si ricorda il terremoto e maremoto in Sicilia e Calabria nel 1908; lo scoppio del proiettilificio a Piacenza nel 1940; l’alluvione del Po del 1951; il disastro del Vajont del 1963; l’alluvione di Firenze nel 1966 e poi i terremoti in Sicilia (1968), Parma (1971), Ancona (1972), Friuli (1976), Umbria e Marche (1998), Abruzzo (2009) ed Emilia (2012). Hanno poi portato il loro soccorso anche nell’esondazione del Taro del 1982, nel disastro di Stava nel 1983; negli incendi in Liguria e in Piemonte (1994 e 1995); nel disastro di Sarno del 1998 e nell’esondazione del Po e del Parma nel 2004.

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