Guide turistiche

di Chiara Corradi e Greta Magazzini

Il ritorno in zona arancione, in vigore proprio da oggi, è l’ennesima prova a cui viene sottoposto il settore del turismo che – dall’inizio dell’epidemia – sta attraversando un momento di crisi e di stallo. Se è vero che la situazione è analoga anche per i negozi del centro storico e per le attività di ristorazione, è altrettanto vero che in questi mesi il settore turistico – così come quello dello sport – sembra essere stato dimenticato. Oggi è la Giornata Internazionale della Guida Turistica e abbiamo pensato di dedicarla dando voce a chi questo settore lo vive quotidianamente, anche e soprattutto in un momento come questo.

E mentre oggi FederAgit, in collaborazione con Confesercenti, offrirà visite guidate gratuita al personale sanitario di Ausl e Azienda Ospedaliera, abbiamo chiesto a Giulia Marinelli – presidente di Federagit Parma – di raccontarci come stanno attraversando il periodo. Insieme alla sua testimonianza, abbiamo anche raccolto la voce delle guide Giacomo Galli e Daniela Lanfredi, che ci hanno raccontato i dettagli del loro lavoro dal momento in cui è scoppiata la pandemia, soprattutto in una città come Parma, che avrebbe visto nel 2020 numerosi eventi dedicati alla sua elezione a Capitale della Cultura.

“Non possiamo parlare di ripartenza”

Lo stop effettivo alle visite guidate è stato solo nel periodo del primo lockdown: nei mesi successivi le attività sono riprese, ma le difficoltà anche nella programmazione dei percorsi non mancano. “Da molti mesi – spiega Giulia Marinelli questo tipo di eventi si può fare, ma per piccoli gruppi, con il distanziamento, la mascherina, e tutte le altre accortezze alle quali ormai ci siamo abituati. Personalmente, i pochi tours che ho fatto fino ad ora li ho condotti esclusivamente per esterni, per evitare problemi con gli accessi ai luoghi d’arte che, se aperti, hanno tutti capienze e modalità diverse gli uni dagli altri. Ciò rende difficile programmare un percorso, ma è una tutela necessaria, sia per la guida che per il visitatore“.

Un settore, quello del turismo, che con Parma Capitale della Cultura 2020 avrebbe dovuto inevitabilmente prendere il volo ma “purtroppo la pandemia ha costretto a cancellare o a rimandare eventi già programmati, con costi altissimi per gli organizzatori che temo sarà molto difficile andare a recuperare. Speriamo comunque che anche solo l’eccezionalità dell’evento ed il fatto di essere Capitale della Cultura per due anni consecutivi porti lustro e visibilità a Parma“, prosegue la Marinelli. Il secondo anno di Parma 2020 non è certamente partito con il piede giusto e quello che è iniziato sembra essere un altro anno di stallo in cui prevedere una ripresa del settore non è facile. “Molti di noi stanno, in effetti, cercando altre occupazioni, ed è un vero peccato, l’esperienza maturata in anni di lavoro e di sacrificio per promuovere il nostro stupendo territorio rischia di andare persa per sempre. Il rischio è che un domani tutto venga esclusivamente condiviso e commercializzato su internet, magari attraverso gestori che poco hanno a che fare con il territorio. Fino ad ora – continua la presidente di Federagit – non possiamo parlare di ripartenza: i pochi visitatori che vengono nella nostra splendida città sono sufficienti a far parlare di ripartenza, siamo ancora molto lontani“.

Nemmeno la frontiera dell’online – che in quest’anno di pandemia ha moltiplicato i suoi utilizzi – sembra poter andare incontro al settore: “Alcuni dei nostri associati – conclude – hanno proposto eventi online, però sono pochi: lavorare online per far vedere degli interni, per esempio, implica degli accordi sui copyright ed altre sfaccettature che non sono di facile soluzione. Il nostro sindacato sta attivando un corso in merito ma il nostro lavoro è basato sull’’accompagnare’ persone in visita a luoghi. Va da sé che online si perde la maggior parte di quello che una visita guidata offre: noi tutti speriamo di poter tornare a lavorare in presenza quanto prima“.

“Il momento è critico, ma sta crescendo l’interesse per l’arte e la storia locali”

Uno degli aspetti che da subito è diventato chiaro con il lockdown primaverile dello scorso anno, è stato il fatto che per del tempo non avremmo più potuto viaggiare. Il turismo quindi, e chi con esso ci lavora, ha immediatamente avuto una difficile battuta d’arresto. Giacomo Galli di Le Visite Insolite e Daniela Lanfredi, Presidente di Itinera Emilia, hanno quindi profondamente modificato lo svolgimento del loro lavoro di guide turistiche. Lanfredi racconta infatti: “Il lavoro di guida è stato bloccato nella fase più dura del lock-down ma anche successivamente con le zone arancione e gialla. La perdita è stata dell’85%, ma molte di noi si sono organizzate con eventi online: formula interattiva e niente di preregistrato, cercando di riprodurre nel miglior modo possibile lo scambio della visita guidata in presenza“. Giacomo Galli invece, ha frequentato dei corsi di aggiornamento online durante i periodi più critici, per poi organizzare in estate visite guidate per piccoli gruppi: “In particolar modo durante il periodo estivo mi sono concentrato ad offrire servizi guidati in area appenninica, per illustrare e far conoscere ai tanti villeggianti piccoli borghi o opere d’arte poco conosciute in provincia“.

Il turismo infatti si è riscoperto, grazie alla pandemia, nella sua dimensione più locale e radicata nel territorio. “L’arte e la storia sono strumenti molto forti di coesione sociale, anche durante una pandemia;” spiega Giacomo, “durante il 2020 ho infatti notato un continuo e crescente interesse per la cultura locale“. Anche Daniela ha confessato una fotografia simile: “Quello che io e le mie colleghe abbiamo constatato è un notevole incremento dell’interesse sia nei parmigiani che nei pochi turisti per l’arte e la storia locale“. Ciò che si è avvertito quindi, come raccontano le guide parmigiane, è un’immersione nella cultura locale, anche nonostante le lunghe chiusure di mostre e musei, che non hanno incentivato in alcun modo un aumento di disinteresse per la conoscenza del territorio parmense.

Nell’ultimo anno infatti, numerosi provvedimenti ministeriali hanno messo un freno a questo settore, anche se, secondo Daniela “le realtà museali, quando aperte, sono stati luoghi di grande sicurezza, con ingressi contingentati e sorvegliati. Allargare i lacci del turismo, capace di una grande attenzione alla sicurezza, è possibile“. L’impressione di Giacomo inoltre, è che spesso si interpretino le visite a mostre e musei come un modo di passare del tempo libero a disposizione, ma questo “riflette anche il bisogno che abbiamo noi esseri umani di creare un tessuto sociale anche fondato sull’arte e sulla storia del luogo in cui viviamo“. E inoltre aggiunge: “Mi auguro che, appena possibile, si possa fare del riordino per la legislazione in materia turistica, perché il settore cambia veramente molto in fretta.

Condivisa da entrambe le guide è invece la preoccupazione circa Parma 2020+21. La città Capitale della Cultura 2020 aveva infatti fatto salire le aspettative di chi lavora con l’arte, la storia e il turismo. Giacomo si augura di poter lavorare con piccoli gruppi, anche composti da parmigiani stessi, ma comunque “non sarà facile riuscire a recuperare tutti gli investimenti spesi“. “Le aspettative per Parma 2020 erano alte. Parma 2020+21 ha ancora i musei chiusi nel fine settimana e il blocco negli scambi tra le regioni. Non sappiamo cosa succederà.”, spiega Daniela. Per entrambi è però positiva la visibilità che è stata data alla città. Daniela conclude infatti: “Non ci sarà l’afflusso previsto in una città che è capitale italiana della cultura, non ci saranno eventi straordinari ma vogliamo tutti sperare che Parma dal 2020 in poi si trasformi in una meta consueta per chi desidera scoprire il bello e il buono dell’Italia“. Giacomo allo stesso modo: “Sono convinto che Parma saprà ugualmente lasciare una solida impronta della sua cultura“.

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