Sarà proiettato in anteprima a San Secondo parmense, grazie al patrocinio del Comune, domenica prossima, il 29 maggio alle 21 nella cornice della Rocca dei Rossi, “Voci d’acqua”, l’ultimo documentario del filmaker sansecondino Fabio Pasini, un filmato che fa parlare il Grande Fiume selezionato a partecipare alla 25esima edizione di CinemAmbiente – in cartellone il 10 giugno al Cinema Massimo, nella sezione Made in Italy della rassegna cinematografica che si svolgerà a Torino dal 7 al 12 giugno. Al film è peraltro intrecciato un altro progetto, il volume “Vie d’acqua”, nove giorni raccontati nel tipico stile “in presa diretta” che Pasini adotta per non perdere la veridicità del momento: nella stessa serata del 29 maggio “Vie d’acqua” farà quindi la sua prima uscita pubblica e verrà presentato insieme al giornalista Luca Ponzi.

“Volevo raccontare il mondo dei fiumi in cui vivo, il Taro e il Po, è un documentario che cerca di far vivere allo spettatore un’esperienza quasi diretta, come se ci si ritrovasse lì in mezzo a questa natura, per molti impensata, accompagnati da queste narrazioni, un grande spot d’amore descritto in una trentina di storie– spiega l’autore Fabio Pasini – “Voci d’acqua” prende spunto dalla discesa che ho fatto con mio figlio Brenno di dodici anni: siamo partiti da casa, abitiamo di fianco all’argine del Taro, e con le nostre canoe siamo arrivati al mare, mentre Barbara con Ella, nostra figlia di nove anni, hanno fatto lo stesso tragitto in bicicletta. Alla musica ha pensato Elisa, che vive in un paese rivierasco, ed alla canzone finale Sandro, anche lui nato e vissuto vicino all’argine del Grande Fiume».

Il progetto, realizzato con il patrocinio di Legambiente Aironi del Po e WWF Rovigo, e con la collaborazione di diverse amministrazioni comunali, prende corpo da domande innate all’ethos pasiniano: “Abbiamo bisogno della Natura, di spazi improduttivi e silenziosi, di un luogo dell’anima? Può esistere un luogo del genere nell’area più produttiva d’Italia? In un mondo che non torna indietro, ma sa riflettere sul passato, si può pensare al futuro? Ecco dunque una testimonianza dell’oggi che non ricerca un Eden perduto o un passato tribolato e virtuoso, ma uno spaccato della quotidianità che si intreccia con storie vissute. Un racconto di immagini dal taglio fotografico in cui il filo narrativo segue il pensiero dei protagonisti che con voce fuoricampo raccontano il proprio bisogno di vivere le acque lungo l’asta del Grande Fiume.

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