Quella politica che non dice nulla di nuovo ma è bravissima a contorcersi su se stessa nei modi e nelle forme dello scandalo

L’AMERICA AL VOTO – LUCCHI: “IO VOTEREI TRUMP”APPUNTAMENTI DEL WEEKEND (SCOPRI)

@KateBoskovic

Il voto è alle porte. L’8 novembre sarà la volta delle presidenziali americane. Un appuntamento tanto atteso quanto in grado di mostrarci come la politica-thriller sia oggi più che mai la vera protagonista della scena mondiale. L’election day per antonomasia, le presidenziali americane, ci mostra quotidianamente botta e risposta, toni, schermaglie, attacchi e contrattacchi all’insegna dello scandalo dell’ultimo minuto. Tutto come nel migliore dei gialli da grande schermo, dove suspense, incertezza e agitazioni improvvise dello statu quo la fanno da padroni.

Giorno per giorno i dati che giungono dal nuovo mondo si mostrano sempre più oscillanti, vertiginosamente imprevedibili; questo quando non molto tempo fa era quasi certo che il successore di Barack Obama sarebbe stata per la prima volta una donna, l’ex First Lady Hillary Clinton. Uno tra i tanti scossoni pre-elettorali:  il direttore del FBI, James Comey, e la riapertura dell’inchiesta di utilizzazione dell’indirizzo di e-mail privato che la Clinton usava quando era segretario di Stato.

Trump? Lo scandalo di se stesso; tra i più controversi candidati della storia americana

Dall’altra parte il candidato repubblicano Donald Trump, lo scandalo di se stesso, uno tra i più controversi candidati nella storia elettorale americana. Dagli scandali di presunte molestie sessuali alle movenze e dichiarazioni paleolitiche, figlie di una cultura politica emergente sempre più intransigente e votata alla chiusura delle frontiere.

Fatto è che ora, vuoi per meriti e demeriti politici, vuoi per una campagna elettorale all’insegna dell’attacco personale più che dei contenuti, numeri e sondaggi ci raccontano una situazione pressoché paritaria. Secondo Washington Post e ABC News il 46% avrebbe si professa del tutto democratico, mentre il 45% sceglierebbe il candidato conservatore. Diversamente il Los Angeles Times mostra Trump in vantaggio, poco più di un punto percentuale, sulla Clinton.

A martedì 8 novembre la sentenza, non senza l’ennesimo “stranezza” nel caso: Donald Trump ha annunciato a gran voce che in caso di vittoria dell’avversaria non accetterà i risultati. Tutto all’insegna del rispetto e del valore della democrazia, insomma.