Vuoto a rendere al bar: porti la bottiglia e ti restituiscono il costo
In Germania è la prassi da più di dieci anni: se riporti all’esercente una bottiglia vuota, sia in plastica che in vetro, ti restituisce il costo che va dagli 8 ai 25 centesimi. La strada per l’Italia è ancora lunga, ma una buona notizia, per l’ambiente e il portafogli, c’è
Un simbolo all’ingresso del locale per gli esercenti che aderiscono all’iniziativa: i contenitori di vetro e plastica restituiti saranno rimborsati e poi riciclati
In Germania è la prassi da più di dieci anni: se riporti all’esercente una bottiglia vuota, sia in plastica che in vetro, ti restituisce il costo che va dagli 8 ai 25 centesimi. La strada per l’Italia è ancora lunga, ma una buona notizia, per l’ambiente e il portafogli, c’è: tornano i vuoti a rendere, un meccanismo già usato negli anni ’80. I locali che scelgono di aderire l’iniziativa, a partire dal 10 ottobre, esporranno un simbolo all’ingresso: qui sarà permesso restituire i contenitori di vetro e plastica e ricevere un rimborso, pari alla cauzione del vuoto.
L’obiettivo, spiegato dal Ministero dell’Ambiente, è quello di diminuire l’impatto dei materiali di scarto sui rifiuti. Il sistema del vuoto a rendere, infatti, permette di riciclare i contenitori tramite un procedimento di sterilizzazione che richiede il 60% di energia in meno rispetto alla creazione di un nuovo contenitore.
L’importo della cauzione varia dai 0,05 centesimi ai 0,30 centesimi
La possibilità di restituire i contenitori non comporta nessun costo aggiuntivo per i consumatori. La cauzione che verrà restituita dall’esercente sarà diversa a seconda del contenitore: si parla di 0,05 centesimi di euro per una lattina da 200ml e di 0,030 centesimi di euro per una bottiglia da un litro e mezzo. Possono essere restituiti contenitori da 0,20 a 1,5 litri.
In questo modo gli stessi contenitori, con i dovuti passaggi di sterilizzazione, potranno essere riutilizzati altre dieci volte, prima di essere definitivamente scartati. “Un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto dà la possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi“.

