WWF lancia l’allarme: “Coronavirus causato dal consumo illegale di bushmeat”

WWF Italia lancia l’allarme: “All’origine della diffusione del coronavirus il consumo di Bushmeat“. Bushmeat, letteralmente “carne di foresta“, indica il consumo illegale di specie selvatiche: “A fine alimentare vengono cacciate le più svariate specie animali, dai rettili ai pangolini, dalle antilopi agli ippopotami, per arrivare drammaticamente alle grandi scimmie come gli scimpanzé e i gorilla“, spiegano. “Caccia, consumo di bushmeat e commercio di fauna selvatica – continua il WWF – espongono l’uomo al contatto con virus o altri agenti patogeni di cui l’animale colpito può essere un ospite“.

Basti ricordare come il traffico illegale di animali selvatici sia causa, ogni anno, di circa un miliardo di casi di malattia e milioni di morti: il 75% delle malattie umane fino ad oggi conosciute, infatti, deriva da animali, mentre il 60% delle malattie emergenti risulta trasmesso da animali selvatici. Come già accaduto per il virus della SARS nel 2002-2003, emerso dai pipistrelli, passato alle civette delle palme e, infine, alle persone nei mercati di animali vivi della Cina meridionale, si pensa che anche l’epidemia di Covid-19sia scoppiata in uno dei tanti mercati cinesi, dove sono in vendita animali selvatici tra cui i pipistrelli frugivori e altre specie selvatiche“.

Il WWF, spiega la stessa Associazione, è da sempre impegnata nel combattere il commercio illegale di specie selvatiche: “Le Nazioni Unite hanno valutato che il business generato da questo fenomeno, che comporta la perdita di biodiversità e aumenta il rischio di pandemie, genera un indotto compreso tra i 7 e i 23 miliardi di dollari l’anno“, continuano. “La recente decisione della Cina di vietare sul proprio territorio nazionale il commercio di animali vivi a scopo alimentare rappresenta una scelta di fondamentale importanza, ma ancora non sufficiente. Ancora una volta, l’uomo si trova a dover fronteggiare con colpevole ritardo una pandemia favorita dalle sue stesse azioni che avrà costi enormi sia in termini di vite umane che a livello sociale ed economico“.

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