Corniglio, un borgo di origine medioevale fuori dal limes bizantino

Corniglio è un Comune montano localizzato in un […]

Corniglio, un borgo di origine medioevale fuori dal limes bizantino

Corniglio forse fuori dal limes bizantino; sono però presenti i resti di una fortificazione

Corniglio è un Comune montano localizzato in un territorio che rappresenta la linea di demarcazione fra l’area d’influenza etrusca e quella gallica. Infatti sviluppandosi sul rilievo montuoso che divide l’Emilia dalla Toscana, ha rappresentato per Etruschi, Galli e Liguri una zona d’incontro. Questi, divisi dalle aree montuose, avevano imparato a rispettarsi e a vivere pacificamente fra loro, attraverso una rete di scambi commerciali e reciproche influenze culturali.

Si ipotizza che il primo nucleo urbano – probabilmente un villaggio fortificato – sia stato fatto costruire dal generale romano Tito Cornelio Balbo – nel I secolo a.C. – per consolidare la sua avanzata sugli Appennini e farne un punto di controllo sul limes. Secondo tale teoria fece edificare ben tre villaggi fortificati: Titianus, Cornelius, Balbonis, che in virtù delle trasformazioni fonetiche si sarebbero modificati negli odierni Tizzano, Corniglio e Ballone.


Il centro del borgo denuncia un’origine medievale e alcuni portali potrebbero risalire al Cinquecento, mentre la via principale sembra che culminasse direttamente all’interno di un castello. Il Formentini ipotizza che si possa trattare della Cornilia citata dall’Anonimo Ravennate (VII secolo d.C.) e inquadra il paese come una fortificazione bizantina non appartenente al limes. Corniglio sarebbe stata collegata dalla via del Cirone, quella “strada lombarda” che passava dall’Orsaro e che era dominata da Monte Castello, dove sono stati rinvenuti i resti di un castellaro che probabilmente fu teatro di vicende belliche fra Longobardi e Bizantini. Alcune ipotesi identificano la stessa fortificazione “immensa” di Monte Castello come il nucleo originario di Cornilia, vista la scarsa precisione di chi redigeva le mappe topografiche.

Corniglio, un borgo di origine medioevale fuori dal limes bizantinoLa prima notizia certa sulla presenza del castello risale al 1240, anno in cui un documento cita una casa ubicata “in Castro Cornilii”, che era provvisto di mura lungo tutto il borgo, comprendente anche le case e dotato di un fossato del tipo asciutto. Nel 1297 il castello venne raso al suolo dal Comune di Parma dopo una battaglia contro gli Estensi; risorse ex novo nel 1330, ma qualche anno più tardi fu di nuovo teatro di una battaglia, questa volta fra Rolando Rossi e la famiglia Da Correggio, che pose alla testa di un esercito di popolani e militi del Comune Giovanni da Correggio, il quale risultò vincitore dello scontro dopo un assedio di quattro mesi. Grazie ad alcune manovre politiche la famiglia Rossi riprese la proprietà del feudo e del castello, che mantenne – non senza difficoltà – fino al termine del Cinquecento.

Nel 1593 Corniglio venne occupata dai Farnese e nel 1619 Ranuccio Farnese si preoccupò di redigere una sentenza che gli permettesse di tenersi “il castello di Corniglio in tutta coscienza”. Così il feudo passò tra i beni ducali e non ebbe più feudatari fino al Settecento. Fino al 1820 seguì le sorti del Ducato, ma in questa venne costituito il Comune di Corniglio per concessione di Maria Luigia d’Austria, all’interno del castello vennero insediate la podesteria, la pretura, la casermetta dei dragoni e la prigione.

Il 27 gennaio 1996 rappresenta per Corniglio una data drammatica. Una gigantesca frana – classificata poi come la più grande d’Europa – inghiottì una pineta centenaria e furono demolite numerose strutture produttive del territorio, fra cui alcuni salumifici, diverse attività commerciali e numerose abitazioni con un inestimabile danno economico per la vita del paese e del Comune. Per anni la strada che collegava il paese dalla frazione di Bosco rimase interrotta.

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