Faustino Tanara, il langhiranese garibaldino

Tanara partecipò alla Spedizione dei Mille e ad altre […]

Tanara partecipò alla Spedizione dei Mille e ad altre battaglie risorgimentali

Nato a Manzano di Langhirano nel 1831, Faustino Tanara è figlio di Giacomo Tanara e Luigia Tromba. Inizia gli studi al seminario di Berceto, ma ben presto decide di abbandonare la vita conventuale per seguire le imprese garibaldine. Amico di Pietro Cocconi e Giovanni Rustici entrò a far parte della Giovane Italia e anche il patriota Mazzini ricorda il Tanara nelle sue lettere. Il 1859 è l’anno della svolta e Tanara entra a far parte dei Cacciatori delle Alpi, con il grado di sergente: nella guerra contro l’Austria partecipa alle battaglie di Casale Monferrato, Varese, San Fermo e Laveno. L’8 giugno si guadagna i complimenti dei superiori per avere condotto in modo valoroso la sua brigata.

L’anno successivo si imbarcò da Quarto, insieme ai mille del generale Garibaldi. Partecipò alle battaglie di Marsala e Calatafimi e venne promosso al grado di capitano; in seguito alla liberazione della Sicilia, entrando vittorioso a Napoli, venne promosso a maggiore. Conclusa l’impresa dei mille fece ritorno al paese natale, dove si sposò con Virginia Costa nel 1863: l’anno successivo nacque Teresita, che portava lo stesso nome di battesimo della primogenita di Garibaldi.


Nell’aprile 1866 riprese le armi e partecipò alla battaglia di Bezzecca, dove venne ferito al braccio destro e in pieno petto durante una carica alla baionetta. Nel dicembre dello stesso anno riceve l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Torna ancora al fianco di Garibaldi nel 1868, combattendo le battaglie di Mentana e Monterotondo e partecipando alla Marcia su Roma. Terminati i combattimenti fece di nuovo ritorno a Langhirano, dove divenne un sorvegliato speciale e più volte dovette subire perquisizioni, fino ad essere arrestato nel 1868 e poi liberato l’anno dopo.

Nel 1870 combatté la sua ultima battaglia, partecipando alla campagna dei Vosgi sempre con Garibaldi; il generale stesso lo promosse colonnello e gli diede il comando di una legione che portava il suo cognome. Al termine della campagna fu insignito anche della Croce di Cavaliere della Legion d’Onore. Il ritorno a Langhirano fu questa volta definitivo e il Tanara, ormai quarantenne, si dedicò all’agricoltura nel suo podere di Quinzano. Quando morì, il 25 aprile del 1876, Garibaldi stesso inviò un commosso telegramma alla vedova: “La perdita del valoroso nostro fratello d’armi Col. Tanara, dei Mille, è certamente una delle più sensibili nella gloriosa falange. Milite di tutte le pugne per la libertà italiana, la Nazione e il Governo devono ricordarsi di lui.

Il Comune di Langhirano gli ha dedicato una lapide nel 1926 e in paese si può visitare il Museo del Risorgimento Faustino Tanara che raccoglie documenti e cimeli dell’epoca risorgimentale.