Lettera a chi crede nel cambiamento di Parma – ELEZIONI 2017
Oggi l’incontro con Paolo Scarpa, ex Presidente del Circolo “Il Borgo”, in vista delle elezioni amministrative di Parma: “Crediamo nel cambiamento”
Oggi l’incontro con Paolo Scarpa, ex Presidente del Circolo “Il Borgo”, in vista delle elezioni amministrative di Parma: “Crediamo nel cambiamento“
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Si è dimesso nelle scorse settimane da Presidente del Circolo “Il Borgo”, Paolo Scarpa. Lo ha fatto perchè ha deciso di scendere in politica in vista delle amministrative 2017 di Parma. Oggi presenterà alla cittadinanza una lettera per promuovere un percorso trasparente di presentazione delle candidature. La “Lettera aperta a chi crede nel cambiamento di Parma” presenta già numerosi firmatari. L’appuntamento è fissato per oggi, alle 15.30 alla Galleria Giorgio Mazzocchi in Borgo Scacchini 3/A.
Questo il testo integrale della lettera di Paolo Scarpa.
Parma vive un momento particolare.Fra energie nuove e problemi che si manifestano nella loro drammaticità. In questi anni abbiamo visto crescere fenomeni negativi come il degrado urbano, il disorientamento dei giovani, l’insicurezza dei quartieri, la povertà. Emergenze che in un passato recente ci erano quasi sconosciute.
A una città che manifesta il timore di un possibile declino, si contrappone una città di eccellenze, competenze, valori, una comunità di persone che ogni giorno contribuisce alla crescita collettiva. È la città delle famiglie, del lavoro, della cultura, dell’impresa, del volontariato.
Parma ha tutte le carte in regola per lasciarsi alle spalle la crisi. Per diventare un modello europeo di sviluppo sostenibile, convivenza civile, ricerca, innovazione. Occorre un cambio di passo, e le elezioni del 2017 devono essere l’occasione per investire con decisione sul futuro.
Parma è sempre stata laboratorio di avanguardia politica, luogo di esperimenti che hanno anticipato fenomeni nazionali. Anche il 2012 ha segnato un passaggio che fu giudicato clamoroso, ma dopo cinque anni, pur dando atto della buona volontà di chi ha guidato la città, non possiamo nascondere la delusione. Governare è farsi carico della complessità delle esigenze della comunità.Non è navigare a vista. Non può limitarsi alla gestione del contingente e a interventi frammentati.
Per questo siamo convinti che sia necessario avviare una stagione di cambiamento
Dovremo prenderci cura della città. Cura è ascolto delle persone, è monitoraggio delle criticità.Lotta quotidiana al degrado dei luoghi, impegno concreto per la coesione sociale e l’integrazione. È partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, è anteporre gli interessi collettivi a quelli di pochi, è un atto di coerenza verso la memoria storica e la bellezza di una città. Una città che ha fatto del rispetto per gli altri e dell’amore per la cultura e per la libertà il suo carattere identitario.
Nessuno dovrà più sentirsi solo davanti ai suoi problemi, soprattutto se è debole.Nessuno dovrà vivere con impotenza il disagio della paura.La sicurezza è un diritto che la comunità deve tutelare.
Tutti dobbiamo dimostrare di crederci.Avendo il coraggio di osare strade nuove e interpretare la democrazia come un esercizio vitale che non può arenarsi nei vecchi riti. A Parma ci sono risorse e persone disposte a mettersi in gioco. Ciascuno deve fare la sua parte. Non per un’insensata scalata a posti di potere, ma per mettere in pratica quei principi di responsabilità che riguardano ognuno di noi.
Iniziamo il cammino per una scelta trasparente delle candidature
Non possiamo farci influenzare da eventi esterni.Non possiamo permettere che altri pretendano di decidere chi siamo, cosa vogliamo e chi ci dovrà rappresentare. Siamo convinti che Parma possa essere nel 2017 il luogo in cui dare vita alla costruzione di un processo politico non ancora tentato prima. Che parta dal basso, in cui si risolvano conflittualità ormai arcaiche e si crei coesione tra partiti democratici, movimenti e società civile. Per un futuro sostenibile da costruire insieme. Che porti dentro di sé innovazione, sviluppo. E che non lasci indietro nessuno.

