Siccità: il governo dichiara lo stato di emergenza in provincia di Parma

PARMA | Il governo approva lo stato d’emergenza, 8 milioni di euro per Parma e Piacenza; Romanini e Rainieri: “Necessari interventi strutturali”

Il governo approva lo stato d’emergenza, 8 milioni di euro per Parma e Piacenza; Romanini e Rainieri: “Necessari interventi strutturali”

PARMA – Manca l’acqua nella nostra Provincia e in quella di Piacenza: per questo motivo il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato nella giornata di ieri la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle due Province. La crisi idrica dovuta a un lungo periodo di siccità iniziato nell’autunno 2016, si è ulteriormente aggravata a causa dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili.

Dichiarazione stato di emergenza

Otto milioni e 650 mila euro per affrontare l’emergenza siccità nei territori di Parma e Piacenza, previste inoltre ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali. E’ questa la dotazione della dichiarazione dello stato d’emergenza del Consiglio dei Ministri per fronteggiare la crisi idrica. Per rispondere all’emergenza siccità nei campi e per garantire acqua potabile in tutta la Regione è stata inoltre convocata una riunione con i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, le associazioni degli agricoltori, i gestori del servizio idrico integrato, Atersir e Arpae per illustrare nel dettaglio le procedure per le deroghe ai prelievi di acqua, superando i limiti del cosiddetto “deflusso minimo vitale” dei fiumi.


La dichiarazione dello stato di emergenza consentirà alla Regione di disporre di poteri e risorse straordinarie che consentiranno di fronteggiare la siccità nel miglior modo possibile, con l’auspicio che nei prossimi giorni le temperature tornino ai livelli medi stagionali e qualche precipitazione consenta di alleviare la crisi idrica“. Così il deputato PD Giuseppe Romanini, che sottolinea però “la necessità di programmare in tempo utile interventi infrastrutturali straordinari mirati a raccogliere l’acqua nei periodi piovosi, al fine di contrastare la scarsità di risorse idriche“.

Sulla stessa lunghezza d’onda del deputato PD, anche l’esponente della Lega Nord e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Fabio Rainieri: “Bene lo stato di emergenza, anche se a questa situazione di grave crisi non ci si sarebbe arrivati se fossero stati adottati quegli interventi strutturali per l’approvvigionamento idrico necessari ormai da tempo. Purtroppo però la Regione Emilia-Romagna ha sempre privilegiato la tutela del Succiacapre, del Gruccione e altre specie animali“.

Situazione critica anche in altre regioni

Problemi idrici che non riguardano solo le due province ma – fa sapere il Ministero Ambiente – “Analoghi problemi potrebbero esserci anche per l’approvvigionamento idropotabile dell’Emilia orientale e della Romagna. Siccità che riguarda anche Piemonte, Lazio e Sardegna, dove  – aggiunge il Ministero – la situazione  è costantemente monitorata dagli Osservatori idrici“.

Danni all’agricoltura e allevamento

La Coldiretti stima “quasi un miliardo di danni all’agricoltura“. Tra la provincia di Parma e quella di Piacenza si coltiva infatti 1/4 del pomodoro da conserva Made in Italy duramente colpito dalla siccità, coltura per la quale possono originarsi problemi  saltando anche un solo turno di irrigazione. Ma a soffrire – spiega Tiberio Rabboni presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia – “è l’intera filiera del pomodoro“. Per questo motivo, il comitato di coordinamento dell’OI Pomodoro incontrerà in data odierna l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli. Secondo l’associazione, infine, è anche stress da caldo per gli animali nelle fattorie dove le mucche con le alte temperature stanno producendo fino al 20% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali.

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