Berceto, scintille tra Lucchi e la minoranza per la donazione dello xenodochio
Nell’ultimo consiglio comunale a Berceto si è discussa la proposta d’accettazione della donazione dello xenodochio…
Nell’ultimo consiglio comunale a Berceto si è discussa la proposta d’accettazione della donazione dello xenodochio di Roccaprebalza. L’edificio verte in condizioni di precaria stabilità ed insicurezza e per questo il gruppo consigliare di minoranza ha espresso voto contrario. “Stiamo parlando di un edificio usato per anni come cava da cui estrarre pietre ed altri materiali edili utili – afferma il consigliere dell’opposizione Alessandro Lodi – La donazione avviene solo perché ormai non c’è più nulla da prendere ed i costi di messa in sicurezza sono esorbitanti“. La struttura appartenente alla famiglia Percudani in passato era adibita all’accoglienza dei pellegrini ed il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, ha dichiarato l’intenzione d’accettare la donazione in modo tale da continuare a salvaguardare il patrimonio storico bercetese: “Nel passato Alessandro Lodi era il direttore dei lavori e chiedeva al proprietario dell’edificio il permesso di utilizzarlo come cava per ottenere i sassi da utilizzare nella piazzetta comunale di Roccaprebalza. Ora, invece, vogliamo intraprendere un percorso differente, vogliamo trattare il patrimonio storico con una diversa sensibilità“.
La replica del consigliere Lodi non s’è fatta, però, attendere: “Se Lucchi ha le prove in mano per dimostrare il mio diretto coinvolgimento nella scarnificazione dello xenodochio può denunciare l’accaduto agli organi competenti. Ma voglio ricordare che all’epoca dei fatti, parliamo di fine anni Ottanta, vi era un piano di riqualifica del centro storico di Roccaprebalza mai attuato poiché si decise di investire tutto per il recupero di Corchia“. In conclusione Lodi accusa il sindaco Lucchi di aver tentato di screditarlo in favore dell’esaltazione personale e comunica il voto contrario alla proposta dicendo che anche il tecnico comunale ha espresso il proprio disappunto nell’imbarcarsi nell’accettare i costi di restauro.

