Il racconto di Anna Shelest, ucraina che vive a Parma: “I miei amici hanno paura quando viene notte. Non si sa cosa può succedere”
Nella mattina di giovedì 24 febbraio le truppe dell’esercito russo guidato da Vladimir Putin hanno invaso l’Ucraina. È così scoppiata una guerra in Europa, in uno stato democratico adesso sotto assedio. Le informazioni si rincorrono e spesso è difficile stare dietro a tutti i contenuti che ci pervengono in questa epoca dettata dalla comunicazione digitale. Il pensiero più vivo però, è verso tutte quelle persone civili che si sono ritrovate da un giorno all’altro senza niente, senza lavoro, casa, e soprattutto senza speranza verso il domani. Questo è ciò che i familiari e le amiche di Anna Shelest le hanno raccontato in questi giorni.
Anna è una cittadina ucraina che vive a Parma da cinque anni, qui lavora come arredatrice d’interni e per un po’ di tempo ha scritto anche un blog per raccontare la sua “Parma life” alle persone ucraine. Là però, in Ucraina e in particolare a Kyiv, sono rimaste sua mamma, sua nonna e molte sue amiche. “Di salute stanno bene, le persone che conosco sono rimaste tutte o quasi nei pressi della città“, spiega Anna. “Mia mamma è direttrice di un supermercato, e sta continuando a lavorare: non può chiudere e non vuole nemmeno, ha anche un centinaio di dipendenti e si sente responsabile“. Una sua amica invece, di Odessa, è riuscita ad andare via: “Lei ha due bambini e si è organizzata con la sorella di suo marito e i nipoti per andare verso la Moldavia. Hanno viaggiato per dodici ore in macchina il primo giorno, ma non ce l’hanno fatta. Sono tornati a casa e il giorno dopo hanno riprovato e dopo un viaggio altrettanto lungo sono riusciti a passare il confine. Hanno ricevuto assistenza sanitaria e ora stanno bene. Gli uomini invece non possono lasciare il paese, a meno che non abbiamo problemi di salute o almeno tre figli a carico“.
I pensieri più preoccupati quindi, sono rivolti a chi è ancora a Kyiv e nelle cittadine circostanti. Un’altra amica di Anna, ad esempio, vive a Buča, città vicina alla capitale che in questi giorni è stata colpita pesantemente. “Non l’ho sentita per due giorni, poi mi ha raccontato che quando hanno iniziato a bombardare lei è stata in vasca da bagno con la sua bimba di un anno. Non sono riusciti inizialmente a raggiungere il parcheggio sotterraneo più vicino, ma poi in qualche modo ce l’hanno fatta e ieri mattina mi ha detto di stare bene“. Ancora un’altra amica di Anna si è allontanata dal centro e ha raggiunto i suoi genitori fuori Kyiv. Il ponte che però le permetterebbe di tornare in città è stato distrutto dagli stessi ucraini per non far entrare i russi e il risultato è che lei si trova completamente isolata: “La mia amica è incinta di 26 settimane e non ha accesso a nessun tipo di medicine. Non oso immaginare cosa succederebbe se avesse bisogno di assistenza medica“.
Le medicine infatti scarseggiano. Le farmacie non hanno più farmaci a disposizione e non si trovano nemmeno i prodotti più basilari come gli antidolorifici. Oltre infatti alla conteggia dei morti, bisogna contare anche i tantissimi feriti provocati dai bombardamenti e dai missili. Non tutti infatti possono ripararsi nei sotterranei: “Ogni palazzo in città ha il suo seminterrato, ma questi non sono organizzati per essere dei bunker anti-guerra. Chi è rimasto a casa sta utilizzando lo scotch sulle finestre, almeno se dovessero scoppiare per le bombe si limiterebbe il rischio di essere feriti con i vetri“. “Mia mamma, e tanti come lei, dorme in corridoio, su una poltrona, con i suoi due cani: questo è il posto più sicuro della casa. Ma ci sono tanti anziani che non possono muoversi“. Anna racconta anche come sta sua nonna: “Lei abita a Brovary, a pochi km da Kyiv. Ha 80 anni ed è diabetica, abita con la sorella di mia mamma ma non può spostarsi. Due giorni fa hanno bombardato una base militare che dista appena 5 km da casa di mia nonna: tremava tutta la casa e in altri abitazioni appena più avanti si sono rotte le finestre“.
Più passano i giorni quindi, più salgono l’ansia e la preoccupazione. “Le mie amiche mi dicono sempre di avere molta angoscia quando viene notte, perché non si sa cosa può succedere”, racconta Anna. La situazione infatti è drammatica per tutti, e le persone che sono in qualche modo a riparo non sanno se avranno abbastanza cibo a disposizione. Tutti sono in pericolo: “I civili sono in pericolo, non solo per le bombe, ma perché tanti servizi non funzionano. Mia mamma che lavora nel supermercato ha detto che i prodotto ci sono, ma tante persone non riescono ad uscire e ad andare a fare acquisti. Molti anziani non possono scendere di casa e rischiano di morire di fame“. Ci sono infatti tantissimi danni collaterali: “Le persone sono rimaste senza niente. Non hanno più un lavoro, hanno dovuto lasciare le loro case e non sanno se potranno tornare“. “Sapevamo settimana scorsa che la situazione era delicata. Ma non ci aspettavamo un attacco del genere. Non sono un politico o un geopolitico” – spiega Anna -“, ma devono capire che se anche volessero bombardare solo le basi militari, i civili saranno sempre colpiti“.
Come aiutare l’Ucraina colpita dalla guerra
Dall’Italia possiamo comunque aiutare e Anna stessa si è messa in contatto con il centro di raccolta nazionale. “Servono soprattutto medicinali, antidolorifici, calmanti, farmaci da banco, e anche cibi in scatole e a lunga conservazione“. Sono stati raccolti già molti materiali a Parma e tra poco dovrebbe partire un camion che può arrivare vicino alla frontiera. Ai confini ci sono anche i centri di assistenza per i profughi e servono anche indumenti, coperte e materassi. “In un solo giorno ho ricevuto da voi così tanta volontà di aiutare ai miei fratelli in Ucraina che non avrei potuto immaginare nemmeno nei miei sogni più sfrenati. Comunità di Parma e provincia, siete veramente incredibili!“, scrive Anna su facebook.
Questi i punti di raccolta fissi a Parma e provincia:
- Maestro Travel Experience, Via Paolo Maria Paciaudi, 2/E PARMA da lunedi a venerdi dalle 9:30 alle 16:30 (Anna 393 971 21 64 )
- Parrocchia di San Michele Tiorre, FELINO
- Piazza Marco Pontirol Battisti 7 (contattare Marcello +39 347 259 0905)
- Consorzio Fantasia via s. Ilario,9 VIAZZANO PR dalle 9 alle 17 (contattare 052 530 5081)
- SORBOLO Elisa Matulli via del Donatore 12 Sorbolo Mezzani 333 6260316
Laura Pini e suo marito ci saranno anche:
- Mercoledì RAMIOLA: parcheggio grande vicino all’autostrada 17.30-18.30
- Giovedi: COSTAMEZZANA davanti alla parrocchia 18-19

