La richiesta del San Leonardo: “Museo del Vetro e Centro culturale”
Recuperare l’area ex Bormioli come luogo di cultura ed aggregazione per il quartiere. Questo l’argomento…
Recuperare l’area ex Bormioli come luogo di cultura ed aggregazione per il quartiere. Questo l’argomento principale dell’incontro che si è tenuto ieri sera all’Auditorium Toscanini e che ha visto la partecipazione di nove degli undici candidati a sindaco di Parma. La serata, che ha fatto il tutto esaurito, è stata organizzata da “Amici della Biblioteca di San Leonardo”, “Manifesto per San Leonardo” e il gruppo “Medaglie d’oro di Bormioli”. Tra le proposte degli organizzatori, in particolare delle “Medaglie d’Oro” anche la realizzazione del Museo del Vetro nella parte storica della vetreria. La richiesta ai candidati è anche quella di poter rendere pubblica l’area che, dal 2016, è in parte privata.
Ad aprire la serata Marco Adorni, candidato sindaco de “L’Altra Parma” che ha sottolineato come sia necessario creare un punto di aggregazione nel quartiere, ma senza distruggere – come fatto con i forni della vetreria – la storia operaia della città. Il candidato di “Potere al Popolo”, Andrea Bui ha messo in luce le “ferite” lasciate dagli STU, auspicando che il centro possa avere una funzione pubblica, e che possa venire evitato l’ennesimo centro commerciale in San Leonardo.
La parola è passata alla candidata Michela Canova di “Parma Democratica” che ha evidenziato come la soluzione di quest’area sia vitale per il quartiere. “Nei primi sei mesi della prossima amministrazione sarà necessario un tavolo tra pubblico e privato per pensare alle soluzioni di quest’area e di rinascita del quartiere intero”. Dario Costi, candidato di “Ora”, ha subito rimarcato la sua appartenza al quartiere del San Leonardo, dove è nato e tutt’ora vive. “Il Quartiere è una piccola città, con una rete sociale straordinaria. Ed è importante recuperare questa dimensione. L’immagine è quella di una via Trento ispirata ai modelli europei, che sia un viale alberato e con una mobilità ciclo pedonale che diventi luogo di incontro per le persone. La Bormioli è il monumento del quartiere e ultimo baluardo di una storia gloriosa di cui San Leonardo deve essere orgoglioso“.
L’assessore uscente e candidato per “Uniti vince Parma” Michele Guerra ha messo in luce l’importanza del lavoro delle realtà associative che in questi anni hanno lavorato per il quartiere. “Il centro diventerà il luogo di confronto non solo di questo quartiere, ma di tutta la città. Non è solo avere il Museo del vetro, ma un tavolo di dialogo e di lavoro che deve portare ad avere un obiettivo preciso, cioè lo spazio su cui mettere a profitto il progetto“. L’idea di “Per Parma 2032” è lasciata alle parole del candidato sindaco Giampaolo Lavagetto che ha descritto l’area come la “porta d’ingresso della citta“, soffermandosi su quello che è il cambiamento socio demografico del quartiere e la necessità di renderlo attrattivo. “Un luogo come quello presentato che ricorda l’identità del quartiere e che crei bene l’integrazione e condivisione di spazi e luoghi, diventando la porta attrattiva della città”.
Enrico Ottolini, candidato di “Europa Verde” ha sottolineato come sia importante l’ascolto della popolazione e di come sia necessario trovare nella rigenerazione urbana e nella riqualificazione del verde pubblico a favore di spazi ricoperti di cemento ed asfalti. Roberta Roberti, candidata della lista civica “Parma Città Pubblica” ha evidenziato come sia necessario porre attenzione al quartiere, che ha un tessuto sociale molto forte che costruisce la base per agire e per fare rete. “Credo – ha dichiarato – che grazie a questo progetto si possa recuperare l’occasione persa con la Casa della Salute. Vorrei che, prima di tutto, questo luogo debba essere del quartiere e che vada modificata la destinazione d’uso dell’area, in stretta sinergia con il Museo del Vetro“. L’ultimo intervento è spettato al candidato del centrodestra Pietro Vignali che ha espresso alcune considerazioni sul progetto presentato dai gruppi: “C’è da prendere atto che la Bormioli è un’area privata e che fino a oggi sono stati costruiti solo centri commerciali, di cui il quartiere non ha bisogno. L’unico problema nel merito della Casa della Comunità è che la delibera del Comune ha preso una strada diversa rispetto a quella da voi auspicata. Condivido il vostro progetto, con un centro socio culturale e una biblioteca, ma si potrebbe fare nell’ex Padiglione Nervi o nell’area ex Bormioli, che sono già patrimonio pubblico e quindi potrebbero essere realizzati da subito.
La serata è quindi proseguita con le domande del pubblico, che hanno spaziato su diverse tematiche, dal progetto politico del quartiere alla visione futura dello stesso.

