Voci dall’Appennino, Soste Senz’Oste: “Un luogo autogestito”

Soste senz’oste: una storia di collettività e di novità a Valditacca

Inchieste (4)

Le montagne del Parmense, per decenni, hanno subito un progressivo spopolamento, che ha svuotato borghi e abbandonato terre, mutando profondamente il tessuto socio-economico e paesaggistico della regione. Questo fenomeno ha lasciato segni evidenti nel territorio, con infrastrutture in disuso e una riduzione delle attività tradizionali. Negli ultimi anni, tuttavia, si assiste a una nuova e promettente controtendenza: un numero crescente di individui e famiglie sceglie di tornare, o di insediarsi per la prima volta, in queste aree. Il presente articolo si propone di analizzare le dinamiche storiche e attuali di abbandono e riappropriazione del territorio montano parmense, esplorando le cause e le conseguenze di questi flussi demografici.

Abbiamo intervistato Luca, originario di Modena, si è stabilito a Valditacca nel 1995, dove si è sposato e ha intrapreso un cambio vita significativo. Dopo anni trascorsi a viaggiare per lavoro nell’automazione industriale, maturando un’esperienza unica come “ospite” in numerosi hotel, nel 2018 ha aperto il suo B&B, Centolaghi Rooms, per dare nuova vita a una casa altrimenti vuota. Durante la pandemia di COVID-19, il B&B ha visto un aumento di ospiti, spingendo Luca e la sua collaboratrice Monica – la cui attività precedente in un paese vicino aveva chiuso a causa del Covid – a espandersi. Nel 2020 l’attività ha aggiunto un luogo di ristorazione, trasformandolo così in Locanda dopo l’apertura del ristorante interno nel 2020, con il nome di Locanda Centolaghi per offrire un servizio di ristorazione completo e successivamente anche il chiosco Soste senz’oste, un chioso autogestito, che offre tanti servizi, tutto basato sulla fiducia.


Come è nata l’idea di Soste senz’oste?

Tutto è nato da una scommessa con il sindaco l’anno scorso circa. Durante dei lavori, lui mi aveva comunicato che avrebbe installato una colonnina di ricarica per le biciclette. E io gli ho detto che avrei fatto montare queste colonnine prima di lui e che, quindi, le mie sarebbero entrate in servizio prima della sua. Dopo quindici giorni le mie colonnine erano già in funzione, quindi sì, ho vinto. L’idea in generale nasce per dare un servizio di ristoro ai ciclisti e al cicloturismo, soprattutto per le bici a pedalata assistita, con un approccio più elettronico

Come funziona Soste senz’oste? Può descriverci l’esperienza tipo?

Qui i ciclisti e i turisti si fermano per fare una pausa, ricaricare le bici o mangiarsi un panino, Insomma, è un posto per rifocillarsi, dopotutto siamo belli in alto! Al suo interno, i clienti possono trovare piatti pronti da riscaldare nel microonde, la macchinetta del caffè e la birra. Essendo un luogo autogestito, le persone che si fermano fanno tutto da sole: se vogliono mangiare qualcosa, la prendono e la riscaldano. Poi possono pagare in contanti nella ‘cassa dell’onestà’ e prendere il resto, o tramite pagamento elettronico. Chiediamo sempre un po’ di ordine e di pulizia, e di evitare troppo rumore, perché siamo vicinissimi alla mia locanda e si potrebbero disturbare gli ospiti

L’interno è molto suggestivo e autentico, come mai questa scelta?

Qui dentro, ogni oggetto racconta una storia di famiglia. Ho tolto vasi moderni per fare spazio a pezzi antichi, perché ogni angolo deve richiamare le nostre radici. Il chiosco stesso è un ‘museo a cielo aperto’, l’ho costruito con materiali riciclati e regali, oggetti presi dalle case dei nonni. È un omaggio al passato, alla tradizione. Abbiamo iniziato con le colonnine fuori, poi abbiamo aggiunto la fontanella, l’illuminazione, e chiuso il resto. Il mio desiderio era creare un luogo autentico dove i concittadini si sentissero a casa, un posto dove le signore giocano a burraco e i giovani passano le serate, un vero cuore pulsante per la comunità

C’è mai stato un gesto o un aneddoto fatto da qualcuno che l’ha colpita?

L’altro giorno ho visto una cosa meravigliosa. C’era una signora, aveva il baule dell’auto aperto e, dopo essere stata qui, ha svuotato il pattume e se l’è portato via. Un gesto semplice, ma che significa tanto. È la dimostrazione che la comunità si prende cura del locale, lo sente suo e ci sta dietro. Questo è proprio ciò che speriamo, che ci sia questo senso di appartenenza, rispetto e collettività. Per me è anche molto complesso stare dietro a tutte le mie attività, poi per Soste senz’oste sono ad un messaggio di distanza, basta che qualcuno mi scrivi cosa manca e io lo faccio avere

Quali sono state le difficoltà che ha incontrato?

Mi hanno sempre detto che sarò il ‘forestiero’ per sempre, nonostante gli anni passati qui. Forse è proprio per questo che mi sento più libero di portare avanti tutte queste iniziative, anche senza l’approvazione unanime. Non mi sento legato alle logiche interne o alle paure del ‘come si è sempre fatto’. Voglio dare un futuro a questo luogo, risvegliare le sue potenzialità nascoste e dimostrare che anche nei piccoli borghi montani si può innovare e prosperare. È incredibilmente difficile introdurre novità in un borgo piccolo e così chiuso come il nostro, non tutti apprezzano i cambiamenti; c’è una resistenza naturale, e c’è bisogno di spingere le persone un po’ oltre i muri che si creano nella loro mentalità. La mia filosofia è sempre stata chiara e non è negoziabile: non lasciare che Valditacca muoia.

Deve essere difficoltoso stare aperti tutto l’anno, quali sono le problematiche che ha riscontrato?

Infatti è una bella sfida cercare di rimanere aperti tutto l’anno qui con le varie attività, tra cui Soste senz’oste. Molti dei posti che dovrebbero attirare i turisti – penso al Lago Santo, al Rifugio Mariotti, alla Protospilla – sono purtroppo chiusi. Li chiamo “luoghi morti”, ed è un peccato enorme. Il motivo? Principalmente i costi alti e una burocrazia soffocante che rende tutto difficilissimo. Noi ci proviamo, eh. Siamo una specie di baluardo di resilienza, cerchiamo di non mollare, ma è davvero complicato. La verità è che le istituzioni non sono molto presenti e, di conseguenza, questi posti meravigliosi non vengono pubblicizzati come dovrebbero. È un grande, grandissimo problema per tutta l’alta Val Parma, consiglio anche di visitare il nostro sito, che abbiamo creato noi!

Scommetto che per il futuro avrà altre idee meravigliose come questa

Abbiamo un nuovo progetto entusiasmante proprio qui in piazza, vicino al campanile! Una signora molto generosa, che abita vicinissimo a casa mia, mi ha permesso di usare il suo vecchio fienile. Mi ha detto: “Facci quello che vuoi, basta che venga utilizzato” Prossimamente, quel fienile diventerà una sala giochi, un nuovo spazio per far sì che tutti, dai più piccoli ai più grandi, possano viversi appieno il borgo, anche quando il tempo non è dei migliori. Ma non è l’unica novità! Stiamo anche costruendo una terrazza panoramica adiacente a ‘Soste senza Oste’. Immagini: sarà una terrazza costruita sopra un albero, ci si troverà come sospesi nel vuoto, con una vista mozzafiato. Sarà un’esperienza unica e tanto suggestiva

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